A ballare con la navetta e gli alcolici nello zaino

Gli adolescenti si ubriacano fuori dai locali con i cocktail fai da te portati da casa Controlli della polizia locale, il comandante Serra: i genitori all’oscuro di tutto

SASSARI. Cocktail colorati, meglio ancora se dentro le bottiglie di plastica così si nota a occhio la gradazione e la creatività regala momenti di fragile divertimento. Sono adolescenti, ragazzi e ragazze usciti di casa per andare in discoteca, ai genitori hanno lasciato credere di avere accolto tutte le raccomandazioni. Compresa quella di non viaggiare in auto con qualcuno che può bere e quindi entrare in un circuito di rischio: salgono sulle navette dai paesi dell’hinterland, partono dopo le 22 e rientrano alle 5,30. Bevono, si ubriacano, vomitano e dormono. Per molti non sembra essere più solo una trasgressione, diventa quasi un anestetico.

Nell’ultimo fine settimana gli agenti della polizia locale di Sassari (quelli della sezione Commerciale e gli altri in borghese) sono andati a vedere che succede nelle discoteche della città. Non solo dentro, ma anche nei piazzali, negli spazi bui attorno.

Musica a palla, luci che si inseguono, ragazzi che saltano e si divertono. Al “Set” il controllo consente di appurare che è tutto regolare: capienza massima consentita 390 ospiti, un centinaio i presenti alle 3 del mattino. Rispetto delle norme, certificato prevenzione incendi valido e uscite di sicurezza funzionanti. Titolari disponibili al dialogo e alla collaborazione.

Stessa situazione anche al “Touch”: massimo di presenze consentite 198, in sala circa 150 giovani. Norme rispettate, documentazione in ordine. Un saluto e si prosegue. Il giro porta gli agenti fuori dai locali del divertimento, nei parcheggi e tutt’attorno. La polizia locale incrocia due gruppi di minori, ragazzine appena arrivate a bordo delle navette partite da due paesi dell’hinterland sassarese. Sedici adolescenti che hanno fatto il viaggio in sicurezza così come hanno chiesto i genitori. «Con la navetta stanno più tranquilli, specie per il rientro». Il primo gruppo ha un bel rifornimento di vino, il secondo è organizzato per i cocktail fai da te, un miscuglio che lascia intuire solo vodka e succo d’arancia, ma in mezzo c’è dell’altro. La ricetta vera non la dice nessuno, la gradazione è alta. Litri e litri, c’è da bere per tutti. La fornitura viene sequestrata dagli agenti della polizia locale e la delusione delle giovanissime è tanta. Quella “roba” se l’erano preparata con cura, portata dietro per una serata da ricordare. Bevute al risparmio, perché soprattutto i cocktail costano troppo e allora ci si arrangia così. I superalcolici dentro le bottiglie di plastica, quelle che prima contenevano acqua minerale e poi diventano il “serbatoio” dove mischiare quello che ti passa tra le mani e che il gruppo è riuscito a rimediare.

«Alcune hanno dichiarato che non avrebbero bevuto – racconta il comandante della polizia locale Gianni Serra – che quei superalcolici non erano per loro. Non abbiamo rilevato attività illecite, nel senso che stavolta non ci sono sulla scena adulti che hanno ceduto alcolici ai minori. In casi simili sequestriamo tutto e informiamo i genitori che, nella maggior parte dei casi, sono all’oscuro. Non sanno niente di questa usanza dei figli». I controlli vanno avanti da qualche tempo, non è cambiato quasi niente. Nel senso che gli adolescenti viaggiano con miscugli di superalcolici nello zainetto o in borsetta. «Noi lavoriamo per tutelare soprattutto i minori – dice ancora Gianni Serra – cerchiamo di prevenire, di arrivare in tempo finchè possiamo». Le scene scorrono
in fotocopia: bevono e in quel momento si divertono, poi quando stanno male non se ne accorgono più . Le maratone alcoliche del fine settimana sono un rito. Le storie drammatiche, il clamore e i divieti non risolvono un problema che c’è ed è reale.

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