Al via la campagna della Regione a tutela del pane fresco

L'obiettivo è incentivare il consumo e promuovere il marchio della Regione: testimonial l'ex calciatore Andrea Cossu

CAGLIARI. Spot in tv e sui giornali, laboratori nelle scuole, una mostra al Ghetto degli ebrei e una itinerante nelle principali piazze della Sardegna. Ma soprattutto un testimonial d'eccezione per la parte social: l'ex calciatore Andrea Cossu. Sono gli elementi della campagna per la tutela del pane fresco illustrata dall'assessora del Turismo, Artigianato e Commercio, Barbara Argiolas, con il presidente dell'associazione Panificatori sardi Gianpiero Sechi. Obiettivo: incentivare il consumo del prodotto e promuovere il marchio della Regione che le aziende possono ottenere con domanda allo Sportello Unico per le Attività Produttive e Edilizia.

«Vogliamo valorizzare una delle risorse più importanti della nostra tradizione agroalimentare - ha spiegato Argiolas - ogni panificio è un presidio territoriale importante, mi piace paragonarlo a una scuola e non si può pensare che esistono Comuni dove non esiste più nemmeno un panificio».

La campagna partirà da subito con affissioni, spot in video, radio, publiredazionali, articoli in riviste di settore e un servizio di food blogger. I laboratori, invece, prenderanno il via da gennaio in tre scuole pilota: elementari e medie. Per le prime sono in programma rappresentazioni teatrali curate dalla compagnia delle Lucido Sottile, ma anche laboratori sensoriali ideati dal panettiere chef Stefano Pibi che illustrerà ai ragazzi il ciclo del pane.

Gli alunni delle medie, invece, si dedicheranno a video interviste dei panificatori che hanno ottenuto il marchio. Il 18 dicembre a Cagliari saranno in mostra i 65 progetti grafici del contrassegno «pane fresco». Le mostre itineranti invece sono in programma il 18 a Cagliari, il 19 a Sassari, il 20 a Nuoro e il 21 dicembre a Oristano. Attualmente le aziende che producono pane in Sardegna sono un migliaio (4000 gli addetti),

il 10% ha già ottenuto il marchio. Per averlo basta compilare un modulo da trasmettere al Suape. Sechi ha evidenziato la necessità di «far capire ai cittadini che devono consumare il pane sardo», e ha posto anche l'accento sull'abusivismo che raggiunge il 30% nel commercio del pane carasau.

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