Aras, svolta nella vertenza dipendenti assunti da Laore

La Giunta regionale convince il governo e approva un disegno di legge

CAGLIARI. I dipendenti dell'associazione regionale allevatori della Sardegna (Aras) sono salvi e con loro migliaia di aziende zootecniche che si avvalgono della loro preziosa competenza per crescere e per accedere ai contributi Ue: in 252 entreranno nella pianta organica di Laore dopo un concorso riservato per 227 di loro e pubblico per altri venticinque. Ieri la giunta ha approvato un disegno di legge regionale per il passaggio di agronomi, veterinari e altri esperti del settore dal privato (in convenzione) al pubblico.

E oggi il consiglio potrebbe dire subito sì. Non ci dovrebbero essere dubbi visto che si è già espresso in questa direzione. A quel punto la palla ripassa da Cagliari a Roma: il governo nazionale potrebbe decidere di pronunciarsi sulla non impugnabilità della legge accorciando i tempi delle assunzioni. L'alternativa sarebbe quella dei 60 giorni di silenzio da parte dell'esecutivo nazionale, dopo il via libera dell'assemblea regionale. Insomma, anche andando male le cose, a fine febbraio il lungo tira e molla dovrebbe essere concluso. Con grandissimo sollievo dei lavoratori che avevano i mesi contati: incarichi e convenzione con Laore sarebbero scaduti definitivamente nel 2020.

La svolta è stata annunciata ieri pomeriggio in conferenza stampa dagli assessori regionali degli affari generali e dell'agricoltura Filippo Spanu e Pierluigi Caria. I due esponenti della giunta hanno evidentemente convinto il governo sia sotto il profilo giuridico (la norma che prevedeva l'internalizzazione era del 2009 ma poi a complicare tutto sono arrivate le leggi anticrisi sulle assunzioni) sia sotto l'aspetto economico. «Con il passaggio a Laore – ha precisato Spanu – spenderemo meno rispetto al passato». Secondo le stime fornite ieri pomeriggio, si passerebbe per il personale da un costo tra 13,4 e 13,8 milioni a 11,6 milioni circa. «È stato un lavoro – ha detto Spanu usando una metafora sportiva – in cui la palla è sempre stata portata avanti. Ma con i tempi giusti per non rovinare tutta l'azione».

Il tavolo interministeriale per definire la questione era stato aperto con il precedente governo ed è continuato anche dopo il cambio della guardia. Cinque gli incontri con i rappresentanti dell'esecutivo di Roma sino alla definizione degli ultimi dettagli. Molti di più quelli regionali, comprese le continue rassicurazioni ai lavoratori che spesso e (mal) volentieri si sono ritrovati a protestare sotto il consiglio regionale con magliette, striscioni, bandiere e fischietti.

«Tre gli aspetti importanti – sottolinea Caria – abbiamo messo in sicurezza il sistema agricoltura portando tra l'altro in Laore la misura benessere animale che ha un peso di 40 milioni. Secondo, rimane in piedi la legge 3 del 2009. Terzo, tutti i dipendenti entrano in Laore. Se avessimo tentato di chiudere la partita più velocemente
avremmo rischiato di perdere 25 dipendenti. E invece abbiamo scongiurato il pericolo. Penso che sia stata molto importante anche la nostra istanza per la nomina di un commissario di garanzia per l'Aras». Laore conta già su 560 dipendenti. E ora è pronta ad abbracciare 252 nuovi arrivi.

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