Muore bimbo di un anno soffocato dai biscotti

Impossibile rianimare il piccolo: era ospite con la madre del centro migranti

VILLASOR . Aveva solo un anno e mezzo il piccolo Keita, morto tragicamente per soffocamento da cibo nel centro di accoglienza per migranti. La pappa che la mamma, una 25enne del Mali da un anno ospite della struttura di Villasor, gli dava è andata di traverso al bimbo e gli ha ostruito le vie respiratorie. Poi l’arresto cardiocircolatorio da cui il bimbo non si è ripreso nonostante i tentativi di rianimazione effettuati per oltre due ore dal personale del 118. I volontari sono accorsi subito, poi è arrivata la medicalizzata da Cagliari.

È arrivato anche l’elisoccorso, ma alla fine è ripartito senza il piccolo paziente, morto tra le mani dei medici che tentavano in ogni modo di strapparlo alla morte. C’è stato anche un momento in cui sembrava che il suo cuoricino stesse riprendendo a battere, ma è stata solo un’illusione per gli stessi medici e per la giovane mamma che, assistita dalle operatrici della cooperativa che gestisce il centro di accoglienza, poco distante vedeva i tentativi di rianimazione.

Quando ha capito che anche le flebili speranze di riavere vivo il suo piccolo si erano spezzate definitivamente, è crollata ed è stata portata via. La tragedia è maturata poco prima delle 9 nella struttura in cui sono ospitati una quindicina di migranti di varie nazionalità. Fra loro anche Nina Coulibaly e il figlioletto Keita Boubakar, nato nel giugno del 2017 a Cagliari. Il padre è tornato in Nigeria, e non si sa dove sia.

La giovane mamma, come ogni mattina, ha preparato la colazione per il suo piccolo e gliela stava dando quando il latte con biscotti gli è andato di traverso ostruendogli le vie respiratorie. Il bimbo è diventato paonazzo, inutile ogni tentativo di farlo respirare. Lei lo ha preso in braccio ed è corsa nel cortile sottostante per chiedere aiuto. Sul posto sono giunti i volontari del soccorso di Villasor che subito si sono resi conto della gravità della situazione e in contatto con la centrale operativa del 118, con le pratiche di rianimazione avviate, hanno chiesto rinforzi. Ma anche al personale della medicalizzata giunta poco dopo da Cagliari il quadro clinico del piccolo paziente è apparso disperato, non c’erano più segni di vita. Inutile ogni tentativo di salvarlo.

Il suo corpicino è stato trasferito nel vicino obitorio del camposanto avvolto in un lenzuolo bianco e deposto pietosamente su un tavolo di marmo in attesa di una funebre cassa in cui adagiarlo.

La Procura ha deciso, sentiti i medici del 118 e il capitano dei carabinieri Giovanni Mureddu, che comanda la compagnia di Sanluri, presente a Villasor per seguire la vicenda, di non procedere con l’autopsia.

Il sindaco Massimo Pinna, che ha seguito di persona ogni momento delle operazioni di soccorso e quelle successive, ha dato disposizione che venisse preparato
un loculo apposito per la tumulazione della piccola salma. La sepoltura avverrà già a 24 ore del decesso come impone la religione musulmana della mamma. «Una tragedia che colpisce tutta la nostra comunità – ha detto il sindaco–, siamo affranti per questa creatura che ci ha lasciati».

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