Terra ai giovani fa il bis: assegnati altri 15 lotti

La giunta regionale sarda firma le nuove concessioni in affitto e pensa al terzo bando

CAGLIARI. Altri 650 ettari di terre abbandonate recuperate ritornano a vivere con il secondo bando di "Terra ai giovani": altri quindici lotti (uno è stato cancellato in corso d’opera, quello di Maracalagonis) che tornano a produrre e dare lavoro. Si tratta del progetto regionale realizzato dall’assessorato dell’agricoltura, la presidenza della giunta e l’assessorato degli enti locali in collaborazione con le Agenzie Laore e Agris, che punta a favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a ripopolare le aree rurali dell’isola.

È stata pubblicata ieri sul sito sardegnaagricoltura.it la graduatoria definitiva degli assegnatari, tutti under 41, cui la giunta regionale ha deciso di affidare, in affitto agevolato per 15 anni (eventualmente rinnovabile una sola volta), lotti di proprietà regionali incolte o abbandonate, per un totale di circa 650 ettari. Nei primi giorni del nuovo anno a Cagliari ci sarà la cerimonia della firma dei contratti, fra Regione e assegnatari.

L'assessore regionale Pierluigi Caria
L'assessore regionale Pierluigi Caria

I territori interessati dal bando si trovano ad Alghero (a Casa Sea, Pala Pirastru e Sa Segada), Arborea (Casa 2 Sassu), Arbus (a Riu Sitzedda), Gonnosfanadiga (a Genna S’Olioni-Sibiri, il più grande, con 208 ettari), Luras (a Lu Canniscioni), Marrubiu (a Masongiu-Sant’Anna), Palmas Arborea (a Serralonga), San Basilio (a Planu Sanguini), San Vito (a Monte Narba), Serramanna (a Pimpisu), Siliqua (a San Giovanni) e Villasor (due lotti in località Sant’Omini). Fra le proprietà anche due ex siti militari, sono a Siliqua e a Villasor. Per questo secondo bando erano pervenute negli uffici di Laore Sardegna (incaricata di seguire il progetto) 240 richieste, il doppio rispetto alla prima edizione del 2016 quando le domande furono 128, mentre il totale delle superfici messe a disposizione dei giovani sardi è salita ora a circa 1300 ettari.

L’assessore dell’agricoltura, Pier Luigi Caria, non nasconde la soddisfazione perché «con la chiusura della graduatoria su “Terra ai giovani” – commenta – raggiungiamo un nuovo importante traguardo nel progetto di legislatura messo in campo dall’esecutivo Pigliaru». E pensa già a una nuova puntata dell’iniziativa: « Con gli uffici di assessorato e Laore stiamo lavorando per individuare altre proprietà abbandonate così da poter lanciare un terzo bando» promette.

Nella scelta è stata data priorità a chi ha presentato progetti aziendali innovativi nella produzione, trasformazione e commercializzazione, ma anche a chi ha seguito studi specifici e a chi ha dimostrato capacità ed esperienza lavorativa, a chi aderisce a organizzazioni di produttori, cooperative agricole e sociali, consorzi di tutela o altre reti d’impresa. Premialità inoltre sono state previste per agli imprenditori agricoli professionali e ai coltivatori diretti.

Con “Terra ai giovani” la Sardegna si è posta fra le Regioni italiane leader nel rimettere in produzione terre pubbliche abbandonate attraverso interventi che puntino sul ricambio generazionale in agricoltura con costi ridotti per gli imprenditori. Altri progetti puntano sulla vendita all’asta delle terre, mentre il progetto sardo effettua un controllo sull’acquisto e sulle effettive possibilità che lo scopo, il recupero delle tere incolte e l’occupazione giovanile, venga centrato.
 

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