Ex Alcoa, Invitalia nel capitale di Sider Alloys

L’Agenzia nazionale ha una quota del 20%. Nella società anche i lavoratori: è la prima volta in Italia 

PORTOSCUSO. Con una quota del 20,33%, Invitalia, entra nel capitale di Sider Alloys Italia Spa, la società che ha rilevato l’impianto ex Alcoa per la produzione di alluminio, nella zona industriale di Portovesme. L’aumento di capitale, con un impegno complessivo degli azionisti pari a 29,45 milioni di euro, di cui 6 milioni a carico di Invitalia, è stato deliberato nel corso dell’Assemblea straordinaria di Sider Alloys Italia.

Nel capitale della società entra, con una quota di minoranza, anche l’Associazione Lavoratori Sider Alloys Italia Spa, tramite assegnazione di azioni di categoria speciale riservate: si tratta di un evento che non ha precedenti in Italia.

L’assemblea ha modificato anche lo statuto della società. È stato introdotto infatti, un sistema dualistico di governance, costituito da un consiglio di gestione (con l’attribuzione dei poteri del consiglio di amministrazione) e da un consiglio di sorveglianza (con le funzioni del collegio sindacale ed alcune funzioni dell’assemblea ordinaria), all’interno del quale i lavoratori hanno diritto ad avere un rappresentante. Insomma un modello che si ispira a quello duale tedesco comune in diversi Paesi del nord Europa.

Sider Alloys Italia Spa, con sede a Portoscuso, è una società controllata dalla Sider Alloys Holding Italia Srl (78,67%), riconducibile al gruppo industriale svizzero Sider Alloys, attivo nel trading di metalli ferrosi e non, fondato nel 2010 a Lugano e controllato al 100% da Giuseppe Mannina.

Sider Alloys Italia Spa ha firmato un contratto di sviluppo per la riattivazione dell’impianto ex Alcoa, finanziato grazie ad un accordo di programma tra ministero dello sviluppo economico e Regione Sardegna. Si tratta in definitiva della strada tracciata dall’ex ministro Carlo Calenda, il quale ha gestito in maniera efficace la fase più delicata, quella del passaggio intermedio a Invitalia (che ora entra nel capitale della società) e che ha traghettato l’ex Alcoa sino alla firma, lo scorso febbraio, da parte del gruppo elvetico Sider Alloys.

Entro la fine dell’anno dovrebbe essere scelto il soggetto che dovrà eseguire il revamping (più semplicemente la ristrutturazione generale) dello stabilimento che produce alluminio
primario, operazione per la quale ci sarebbero due aziende cinesi in pole position. È stata stimata una produzione di circa 147mila tonnellate all’anno di alluminio primario, l’80% destinato al mercato italiano. L’investimento complessivo è di 135 milioni di euro. (a.palm.)

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