I sindaci contro lo Stato: abbandonati senza aiuto

La riunione degli amministratori dopo l’atto intimidatorio contro Furriolu Il primo cittadino: costretti a governare con pochi mezzi e molte responsabilità

ESPORLATU. Francesco Fois, sindaco di Bultei, è vivo per miracolo: un ordigno esplose nella sua abitazione mentre era a cena con la famiglia nel 2015. Contro il sindaco di Desulo Gigi Littarru nel 2016 spararono tre colpi di pistola dentro casa. Nel 2004 Bonifacio Tilocca, padre dell’allora sindaco di Burgos Pino, perse la vita, ucciso da un attentato dinamitardo. «L’atto intimidatorio contro il sindaco di Esporlatu Franco Furriolu del 9 dicembre è solamente l’ultimo dell’escalation di violenza che colpisce gli amministratori locali che, con la fascia tricolore, rappresentano uno Stato che in questi territori non c’è più e non investe più», l’assemblea straordinaria dei sindaci inizia con le dure parole del presidente dell’Anci Emiliano Deiana.

A Furriolu è stato dato alle fiamme il portone di casa nella centralissima piazza Dante, proprio di fronte al municipio. Bombe, ordigni, minacce, automobili e garage in fiamme, sono i segnali di una società al collasso che vede nei sindaci e nelle sindache il primo bersaglio da colpire quando nelle comunità manca il dialogo. È gremita di sindaci, amministratori locali, parroci del territorio e cittadini di Esporlatu la sala del centro polivalente del piccolo centro del Goceano che ieri ha ospitato l’assemblea straordinaria dei sindaci dell’isola per dire no agli attentati contro gli amministratori locali. Una riunione voluta dall'Anci e dalla Comunità montana del Goceano guidata dal sindaco di Benetutti, Enzo Cosseddu, e sostenuta dal Cal presieduto dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu. Presenti i sindaci di Goceano, Logudoro, Mejlogu, Barbagia, Gallura e Ogliastra. C’è anche il sindaco di Cagliari Massimo Zedda che non interviene in quanto candidato governatore della Sardegna alle prossime elezioni regionali. Presente anche una folta rappresentanza della Chiesa, con il vescovo della diocesi di Ozieri Corrado Melis e numerosi parroci del territorio. «Oggi siamo qui a condannare tutti gli atti intimidatori contro noi amministratori locali che governiamo con pochi mezzi e molte responsabilità – afferma il padrone di casa, Franco Furriolu –. Chiediamo per forza di cose il lavoro e lo sforzo delle istituzioni per restituire a Esporlatu un clima più sereno e cordiale».

Dall’incontro scaturisce l’emergenza sempre più forte in cui devono sopravvivere i piccoli centri, spesso isolati, senza strutture adeguate per il lavoro e per la cultura come ha rimarcato il presidente dell’Anci Deiana: «La nuova società sta esacerbando gli animi e le parole che abbiamo il dovere di utilizzare spesso sono sbagliate. La politica è oramai abituata all’insulto e alla calunnia. Il Goceano è un bellissimo territorio ricco di potenzialità ma ha due gravi problemi: il primo è l’isolamento territoriale dovuto dalle sue condizioni morfologiche, e il secondo è dato dal fatto che si trova in mezzo tra Sassari, la sua provincia di appartenenza, e Nuoro, in un limbo che lo condanna». Numerosi gli interventi che si susseguono nella sala del centro polivalente. Tutti inevitabilmente condannano a gran voce l’abbandono delle istituzioni. L’intervento del primo cittadino di Desulo Gigi Littarru è spezzato da un applauso per le sue parole franche: «Quanti sono finiti in prigione per questi atti di violenza? Nessuno. Nessuno è colpevole e andremo avanti così sempre se nessuno pagherà per questi vili atti». Il consigliere regionale di Art. 1 Mdp e sindaco di Bottidda Daniele Cocco nel suo intervento cita una celebre frase di Cesare Pavese:
«“Un paese non significa essere soli”, con queste parole voglio dire che tu, Franco, non sei solo, e noi amministratori di piccoli centri, tutti insieme, possiamo trovare una via d’uscita chiedendo allo Stato un maggiore investimento nei nostri paesi, che sono il vero cuore dell’isola».

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