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In Sardegna i vaccini non bastano: la Glaxo pagherà le penali

Mancano ancora 30mila dosi, l’Ats presenta il conto all’azienda inadempiente

SASSARI. Dei vaccini mancanti ancora non c’è traccia mentre nel frattempo l’influenza stagionale continua a colpire e aumenta in maniera rapida il numero di persone a letto con i sintomi annunciati: febbre alta, dolori articolari e difficoltà respiratorie. Il picco sarà a gennaio, dicono gli esperti, e in Sardegna arriverà nella seconda metà del mese: ecco perché, soprattutto per i soggetti a rischio come gli anziani e le persone con basse difese immunitarie, la vaccinazione è fondamentale per evitare gravi complicazioni. Purtroppo però, soprattutto in alcune zone dell’isola, le scorte dei vaccini sono finite da un pezzo: in particolare nell’Oristanese e in misura minore in Gallura e nel Sassarese. All’appello mancano dalle 20 alle 30 mila dosi, erano attese lunedì 17 ma non sono mai arrivate. E c’è ancora incertezza sui tempi di consegna.

Quello che invece è assolutamente certo è che l’Ats presenterà il conto alla Glaxo SmitKline, la casa farmaceutica britannica vincitrice del bando regionale per la fornitura di 266.080 dosi di vaccini per un importo complessivo di 1.638.848 euro. La Glaxo ha consegnato poco meno di 200mila dosi, venendo meno dunque alle disposizioni stabilite nel contratto. Per questo sarà chiamata a pagare le penali stabilite. L’Ats, infatti, dopo la doccia fredda da parte della casa farmaceutica, ha dovuto rivolgersi alla seconda classificata nella gara d’appalto: si tratta della francese Sanofi-Pasteur, altro colosso mondiale, che a metà novembre ha preso l’impegno di recapitare in Sardegna le circa 70mila dosi vaccinali mancanti al prezzo proposto nel bando. Promessa mantenuta solo in parte, perché la Sanofi è ancora debitrice di una quota di vaccini, appunto una quantità che oscilla tra i 20mila e i 30mila.

Se il problema principale è appunto il ritardo nella consegna e dunque la possibilità che un certo numero di persone non faccia in tempo a immunizzarsi ed evitare così il contagio, l’altro aspetto che l’Ats vuole chiarire è che questo “pasticcio” dovuto esclusivamente al mancato rispetto degli impegni da parte delle due aziende farmaceutiche, non avrà alcuna conseguenza sulle tasche dei cittadini. È questo uno degli argomenti sollevati dai consiglieri regionali dei Riformatori nell’interpellanza rivolta al governatore Francesco Pigliaru e all’assessore alla Sanità Luigi Arru. Il capogruppo Dedoni, insieme ai consiglieri Cossa, Crisponi e Marras chiedono di fare «chiarezza sui ritardi nelle forniture dei vaccini antinfluenzali da parte dell’Ats sui danni che ne possono derivare per la salute dei cittadini e per le casse della Regione. La campagna vaccinale – scrivono – è iniziata da alcune settimane e il picco della malattia è atteso per la metà del mese di gennaio. Considerato che tra la somministrazione del vaccino e la completa immunizzazione trascorrono quindici giorni, «è opportuno vaccinarsi quanto prima».

Dopo avere ricordato che le dosi sono esaurite e i problemi riscontrati con le due case farmaceutiche, i Riformatori evidenziano proprio l’emergenza legata ai tempi: «Una vaccinazione effettuata alla fine di dicembre rischia di non garantire l’immunizzazione, pertanto risulterebbe assolutamente inutile per la tutela della salute dei sardi e potrebbe configurarsi come uno spreco di risorse pubbliche. La mancata vaccinazione di alcune categorie di cittadini potrebbe inoltre avere pesanti ripercussioni sulla gestione del picco influenzale da parte delle strutture sanitarie e rappresentare un ulteriore spreco di denaro».

I Riformatori chiedono pertanto a Pigliaru e Arru «quali eventuali penali potranno essere applicate al contratto per i danni causati ai cittadini sardi» dalla mancata consegna. I cinque consiglieri regionali chiedono

inoltre se Pigliaru e Arru non ritengano «di dover immediatamente intervenire presso l’Ats per rimediare a una negligenza che rischia di mettere in pericolo la salute, e forse anche la vita, dei sardi, oltre che essere oggetto di interesse da parte della Corte dei Conti».
 

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