Il sindaco di Sennori: «Ecco le scie chimiche»

Il primo cittadino ci crede: «Non sono un esperto, ma non mi sembra normale» Sul social è polemica tra i pochi che lo sostengono e i molti che lo sbeffeggiano

SENNORI. La Romangia è terra di grandi vitigni e leggende, a cominciare dalla fontana della Billellera di Sorso e la sua acqua “da sballo”, nel senso che renderebbe pazzi. Ma da ieri mattina la mezzaluna sul golfo dell’Asinara fa i conti con una nuova storia che rischia di restare negli annali. È la “cospirazione” delle scie chimiche che minaccerebbero i cieli del nord Sardegna. Questa volta però i sorsensi non c’entrano nulla, perché tutto è cominciato in casa dei cugini e vicini di Sennori. Non da una persona qualunque, ma dal primo cittadino.

Check-in. Sono le 11.51 e, mentre l’abbuffata di Natale è ancora sullo stomaco, sul profilo Facebook di Nicola Sassu compare un post.

«Sino a stamattina il cielo era terso – scrive sul social il primo cittadino – Dopo una mattinata di irrorazioni, come si evince dalle foto, oramai si è quasi raggiunta la copertura desiderata, ora si intensifica sui centri abitati, sulle nostre teste, con scie di vario genere...».

Il decollo. Apriti cielo: la bacheca del sindaco prende il volo in pochi minuti. Come per magia Sennori si ritrova in cima all’olimpo di terrapiattisti, cospirazionisti, anti-Cia, varie ed eventuali. E il post fa il giro del web. In centinaia lo commentano e condividono con reazioni contrastanti. Da una parte l’esercito dei sostenitori delle scie chimiche a spellarsi le mani dagli applausi; dall’altra una distesa di commenti ironici e a tratti esilaranti che lo fanno finire al centro di una bufera. È il Santo Stefano della Romangia, che festeggia all’insegna della teoria del complotto.

Turbolenze. Non è l’unico post che Sassu ha lanciato sui social per manifestare i suoi dubbi sulle misteriose scie nel cielo, ma è l’unico diventato virale. E i commenti che genera sono vere perle. «Dio mio questa è una cosa che va approfondita e bloccata ci stanno uccidendo silenziosamente e nessuno fa niente x evitarlo», scrive Luisiano. «Speriamo che qualche politico in parlamento si svegli il sonno», tuona in risposta il primo cittadino. E ancora, c’è Mat che rincara la dose di fiducia: «Sei un grande!!! L’unico sindaco del Nord Sardegna che denuncia questo avvelenamento. Ti stimo». «Io mi chiedo solo se un sindaco non si sente un pochino a disagio a parlare di scie chimiche», taglia corto Umberto. «Era risaputo che nei piani della Cia, Sennori era un bersaglio di grossa importanza», ironizza Giampaolo.

Mayday. Nicola Sassu è un sindaco giovane, dinamico e sempre indaffarato. In altri termini, un profilo molto distante da teorie complottistiche o cose del genere. È sufficiente scambiare con lui due parole per capire che no, la sua non è stata un’uscita alla Lercio.it, ma una notizia più da “Ah ma non è Lercio”. Niente satira quindi, ma una posizione consapevole di un sindaco che vuole andare a fondo a quello che sostiene essere un mistero. «Non sono un esperto in materia ma secondo me non è normale – spiega – Queste scie rilasciate dagli aerei dopo un po’ si allargano e il cielo da terso resta velato tutto il giorno. I cittadini di Sennori aspettano spiegazioni in merito. Se fossero scie di vapore, e mi auguro che sia così, ce lo dicano perché ci sono state varie interrogazioni parlamentari e regionali e nessuno ha dato risposte». «Non ho scoperto l’acqua calda – aggiunge Sassu – la cosa è sotto gli occhi di tutti. A giorni le traiettorie non sono lineari, ci
sono reticoli che diventano inversioni a U e cerchi. Non conosco il motivo ma non è normale, quelle scie non sono naturali, magari sono esperimenti militari. Il ministero ci dica se è una cosa sicura oppure no, così da poter tranquillizzare i cittadini che mi chiedono risposte in merito».

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