Mario Bruno: «Ora Alghero combatterà la ludopatia»

Partiti progetti di sensibilizzazione: «E ora scegliamo anche i locali in cui non ci sono “macchinette”»

ALGHERO. Nei prossimi giorni il Comune di Alghero lancerà un progetto educativo per gli adolescenti, al quale parteciperanno le associazioni e le famiglie. A renderlo noto è il sindaco Mario Bruno. «Ci siamo interrogati su fenomeni in crescita negativa come l’azzardopatia, causa forse di questa e di tante disgrazie familiari – spiega – e abbiamo deciso di scommettere su di noi. Già nel 2017 avevamo emesso un’ordinanza che vieta l’autorizzazione a nuovi locali dove si praticano giochi d’azzardo vicini a luoghi sensibili (scuole, asili, parrocchie, posti dove ci sono bambini) e limitano le ore di gioco. Era il massimo che potessimo fare, anzi abbiamo forse “azzardato” un po’ senza legge e senza regolamenti a fronte. Il Tar ci ha dato però ragione su tutta la linea contro i colossi nazionali del gioco d’azzardo, pur in assenza di una legge. Certo, si possono fare norme anche locali che premiano con uno sconto sui tributi quegli esercizi che non hanno “macchinette”, e le faremo. Ora però abbiamo deciso di cominciare da noi, ad esempio scegliendo di non mettere più piede nei locali dove si gioca d’azzardo. Staremo più attenti anche a dove prenderemo un caffè».

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Un impegno forte quello del sindaco Bruno che fin dall’inizio ha preso molto a cuore la vicenda di Michela Fiori. È stato vicino ai suoi cari ogni giorno: «Sono persone straordinarie – commenta – Una famiglia affiatata che ha fatto quadrato intorno ai bambini per custodirli, tutelarli, sorreggerli. Una famiglia provata profondamente da un dolore continuo, straziante ma capace di alzare lo sguardo e vedere il futuro». Ci vorrà forza ma hanno mostrato di averne in quantità assumendo con responsabilità e grande maturità la decisione di far crescere con loro i bambini di Michela. «Anche per me e per la mia famiglia è stata, ed è, un’esperienza umana che lascia il segno – ammette Mario Bruno – che ti cambia profondamente. Coi bambini, poi, è nato un rapporto speciale che custodisco nel cuore e che credo non terminerà mai. Ho voluto entrare in quella casa in punta di piedi e devo dire che mi sembra di conoscerli da sempre. L’ho fatto per raccogliere il sentimento di una città che è scesa il giorno di Natale compatta per le strade, in un doloroso silenzio, vicina alla famiglia, parte di una famiglia più grande. La nostra città, ferita, scossa, sconvolta, capace di una reazione forte e di rialzarsi. Perché non accada mai più. Una reazione vera, di cui sono orgoglioso».

Tante le testimonianze di grande affetto che si sono susseguite in questi giorni: «Mi ha colpito l’amore della squadra di calcio dei ragazzi, del loro allenatore e dei loro dirigenti – continua il sindaco – Mi hanno colpito le parole del vescovo Mauro Maria Morfino, ma anche di semplici concittadini che si offrono volontariamente per essere utili, come se fossimo davvero un’unica famiglia. Da qui al fondo per il futuro dei bambini, all’adozione di cittadinanza, la strada è stata breve». (na.co.)
 

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