La raccolta fondi per i figli di Michela Fiori si allarga a tutti i comuni dell’isola

Il sindaco: «Già messi insieme oltre 10mila euro grazie alle piccole donazioni»

ALGHERO. L’appello si estende e ora anche l’Anci si rivolge ai 377 comuni sardi perché in qualche modo sostengano l’adozione dei figli di Michela Fiori, la donna uccisa dall’ex marito il 23 dicembre. Un’iniziativa – quella di creare un fondo per aiutare i due bambini di 8 e 12 anni – partita dal Comune di Alghero e che in pochissimo tempo si è allargata coinvolgendo enti, istituzioni, associazioni, gente comune.

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La solidarietà e la vicinanza di Alghero in primis ma di tutta la Sardegna più in generale non si fermano. Perché la tragedia di Natale che ha reso improvvisamente orfani due bambini (la mamma è morta e il padre è in carcere) ha lasciato un solco molto profondo nel cuore di molti. Sono tante le piccole donazioni raccolte in questi primi giorni, anche di poche decine di euro, che serviranno a garantire un futuro dignitoso ai figli di Michela. «A queste piccole erogazioni liberali – spiega il sindaco Mario Bruno – sentite da tantissimi semplici cittadini e che hanno già raggiunto complessivamente i 10mila euro, si aggiungono i contributi iniziali del Comune di Alghero e del Banco di Sardegna, del quotidiano La Nuova Sardegna e del Consorzio industriale di Sassari. Ora arriva anche l’appello dell’Anci».



Tra qualche giorno i due bambini raggiungeranno Genova, dove vivranno con la nonna Giuseppina, operatrice socio sanitaria e con il suo compagno Giuseppe, agente di assicurazioni. E avranno sempre il calore e la vicinanza concreta dello zio Luca che con la fidanzata Valentina gestisce un avviato salone di parrucchieri nel capoluogo ligure. Già trovata una nuova casa più grande, già preso contatto con la nuova scuola elementare per il più piccolo e media per il grande, e persino con la società di calcio dove continueranno a giocare. «Vacanze assicurate ad Alghero – annuncia Bruno – già da Pasqua e in estate. Perché le radici resteranno, così come rimane ed è anzi rafforzato il rapporto con la famiglia Fiori, con la bisnonna Lucia e con gli zii».

Dopo la disgrazia che si è abbattuta su questa famiglia, Alghero ha voluto adottare i due piccoli. Il regolamento del fondo sarà indirizzato e garantito da un comitato formato dal Comune, dalla diocesi, dalle istituzioni scolastiche, dalla società sportiva dove giocano i bambini, dal Banco di Sardegna, dal tutore (la nonna Giuseppina). «L’obiettivo – aggiunge Mario Bruno – è poter garantire, senza soluzione di continuità, e nel medio lungo termine, gli interventi in materia di istruzione, formazione, dell’avviamento al lavoro e anche quelli di natura sanitaria, pedagogica, ricreativa e di supporto psicologico, necessari alla crescita dei due minori. Le risorse del fondo supporteranno le spese effettivamente sostenute e documentate». Relative ad ambiti «che sarebbero stati naturalmente assicurati dalla famiglia di origine ora venuta a mancare. Il Fondo sarà operativo fino al compimento dei 20 anni o dei 26 nel caso di prosecuzione degli studi universitari o di altro analogo percorso formativo».

Un’adozione a lungo termine, «per la quale sono gradite forme di adozione a distanza (anche di decine di euro fisse al mese). Basta andare in una delle filiali del Banco di Sardegna e fare una disposizione permanente con causale: “per il futuro dei bambini di Michela”. Altrettanto utili – spiega Bruno – le forme di raccolta fondi che devono sempre essere autorizzate dal Comune e che dovranno poi confluire nell’unico fondo aperto al Banco di Sardegna: ricavato di mostre, come quella dell’artista Gianvittorio Vacca, concerti, spettacoli, forme di beneficenza».

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