Decreto Salvini, ondata di no anche dalla Sardegna

Cresce la rivolta dopo la presa di posizione di Orlando: contrari anche Alghero, Cagliari, Nuoro, Sassari e la Regione: legge disumana contro gli immigrati

CAGLIARI. La rivolta contro il decreto sicurezza si estende in Sardegna. Il via lo aveva dato ieri 2 gennaio il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. E la scossa si è trasferita in Sardegna eraccogliendo consensi. A cominciare dal sindaco di Alghero Mario Bruno, che ha sottolineato di "non temere Salvini" e proseguendo con la Regione, e ancora i sindaci di Cagliari, Nuoro e Sassari. Il coro è unanime: "Non rinunciamo all'accoglienza, il decreto porterà solo maggiore insicurezza.

Sassari. «Nella nostra città è in atto un percorso di accoglienza e integrazione al quale non siamo disposti a rinunciare». Lo ha detto il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, a proposito della polemica sul dl sicurezza e la minaccia di disobbedienza da parte di un gruppo di primi cittadini. «Questa mattina ho incontrato i funzionari del Comune per chiedere loro di essere informato di ogni richiesta che arriva all'anagrafe - spiega Sanna - valuterò di volta in volta la situazione e interverrò, se necessario, come primo ufficiale dell'anagrafe». Il sindaco di Sassari sottolinea che «nessun diritto deve essere negato: nei prossimi giorni - annuncia - incontrerò, insieme alle assessore competenti, i responsabili dei Cas e del progetto Sprar per monitorare la situazione in città».

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Cagliari. Per il momento nessun atto di disobbedienza. Ma anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, boccia e dichiara guerra al decreto sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini. Le conseguenze? «Renderà le nostre città più insicure - spiega all'ANSA il primo cittadino - Il governo, non essendo capace di garantire lavoro e sviluppo, pensa di distrarre l'attenzione con i temi della sicurezza». E ancora. «Mi riconosco nelle parole del Presidente Mattarella pronunciate nel messaggio di fine anno: la sicurezza c'è se tutti si sentono rispettati», chiarisce Zedda. Pronto alla lotta. «Con l'Associazione nazionale dei Comuni - annuncia - stiamo definendo, in queste ore, quali azioni portare avanti perchè siano rispettati i principi costituzionali e perchè venga modificato il decreto».

Nuoro. «Disobbedire a una legge dello Stato è una cosa complessa perché investe anche la responsabilità dei dirigenti degli uffici comunali. Se dipendesse solo da me io disubbidirei domani mattina a questo decreto anticostituzionale e disumano». Così il sindaco di Nuoro e coordinatore del Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) della Sardegna, Andrea Soddu, che dichiara guerra al dl sicurezza varato dal Governo. «Sto con Leoluca Orlando e gli altri sindaci che hanno aperto la fronda contro il decreto - spiega il primo cittadino - È un provvedimento che viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, tutte le convenzioni dei richiedenti asilo e la nostra stessa Costituzione. Chiedo anch'io un tavolo col Governo affinché si apra il dialogo e si torni al buon senso. Se non sarà possibile, in qualità di sindaco e di coordinatore del Cal Sardegna, sarò in prima fila per ricorrere alla Corte Costituzionale contro il dl». Per il primo cittadino di Nuoro «chiedere ai sindaci di non continuare a concedere la residenza ai migranti con regolare permesso di soggiorno, oltre a non essere umano, crea molti più problemi di sicurezza perché queste persone andrebbero in strada».

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Regione. «Siamo dalla parte dei sindaci in grave difficoltà per gli effetti del Decreto Sicurezza. Non possiamo lasciarli soli e intendiamo ribadire, nella prossima riunione della Conferenza delle Regioni, la richiesta di avviare immediatamente un confronto con il Governo che nega a molte persone che si trovano nel territorio nazionale servizi essenziali e pone gli amministratori locali di fronte a seri problemi sul fronte dell'ordine pubblico e della sicurezza. I richiedenti asilo che si vedono negare accoglienza e servizi diventano fantasmi con i rischi, non trascurabili, che ciò comporta per tutti i cittadini». Così l'assessore degli Affari Generali Filippo Spanu che ha la delega in materia di flussi migratori. «Si vanno delineando scenari di grande incertezza - sottolinea l'esponente della Giunta Pigliaru - Lo Stato riduce i fondi e ridimensiona i servizi a favore dei richiedenti asilo e i sindaci sono costretti a chiedere aiuto alla Regione per mantenere in vita il sistema dell'accoglienza. Noi continuiamo a sostenere i progetti finalizzati all'inclusione e all'integrazione. Lo abbiamo fatto nell'ultima Finanziaria regionale e lo faremo nel Piano per i flussi migratori che sarà approvato nei prossimi giorni dalla Giunta. Con risorse minime offriamo l'indispensabile sostegno agli amministratori locali ma non possiamo sostituirci allo Stato». «Siamo di fronte a uno Stato e a un ministro dell'Interno in fuga da tutto - dichiara Spanu - sia dalla responsabilità di tutelare i sindaci che subiscono attentati sia da quella di ottemperare ai principi costituzionali e alle norme del diritto internazionale in materia di accoglienza di persone in fuga da guerre, persecuzioni, carestie ed eventi meteorologici estremi».

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