Trenino verde, via alla sfida A Mandas prove di futuro

Piano di rilancio della Regione da 35 milioni di euro da spalmare in 10 anni Pigliaru: «È un scommessa, puntiamo a un turismo carico di storia e cultura»

MANDAS. Gli arredi con lo stile di un secolo fa, le sedute in legno, la velocità che non è proprio quella della luce. E che sembra fatta apposta per godersi lo spettacolo fuori dal finestrino. Il Trenino verde non molla. E ieri, nella sua versione con la carrozza storica di III classe Bauchiero (1913) spinta dal locomotore diesel del 1956, ha fatto, con un breve viaggio da Mandas a Isili e ritorno, le prove generali del suo futuro.

Partenza dalla stazione di corso David Herbert Lawrence, in nome del celebre viaggio in Sardegna, diventato poi un libro, dello scrittore inglese. Quattro le tratte per un'estensione totale di 437 chilometri: è la ferrovia storica più lunga d'Italia. Lo scenario ideale immaginato è quello di un territorio, con cento comuni da una parte e dall’altra dei binari, che tifa e spinge il trenino. E che viene in qualche modo trainato dalla locomotiva per il decollo del turismo delle zone interne. La benzina è quella messa dalla Regione: soldi e programmazione.

Il piano di rilancio è stato firmato a Villa Devoto lo scorso 19 dicembre dal presidente della Regione Francesco Pigliaru con i sindaci dei comuni coinvolti, Arst, sindacati, associazioni e imprese. Sul piatto circa 35 milioni. L’accordo prevede, per il 2019, uno stanziamento di 10,3 milioni di euro e una spesa decennale sino al 2028. Entro un anno dalla firma la Regione si impegna a sviluppare un piano di valorizzazione che richiede interventi su sicurezza delle linee, attività di gestione e manutenzione, potenziamento e rinnovo dei treni, eventuale automazione o eliminazione dei passaggi a livello. Nel caso di recupero e restauro, le vecchie stazioni saranno concesse agli enti locali per la realizzazione di luoghi di accoglienza. Ulteriori 7,5 milioni di euro annui, inoltre, saranno resi disponibili per il triennio 2019-2021, per le sole attività di manutenzione ordinaria e periodicamente adeguati per tutta la durata del Piano.

I treni per le tratte turistiche saranno riqualificati e rafforzati in misura maggiore in primavera, per viaggi culturali e scolastici, nei fine settimana.

La Regione si impegna a creare per Arst le condizioni tecnico-amministrative per garantire la ripresa dell’esercizio ferroviario in tutte le tratte: Mandas – Arbatax, Isili – Sorgono, Macomer – Bosa e Sassari – Nulvi – Palau. L’Azienda regionale trasporti costituirà per questo una struttura organizzativa dedicata alle attività del Trenino Verde in modo da offrire riferimenti certi per tutti i soggetti coinvolti nello sviluppo del Piano.

«È una scommessa – ha spiegato a bordo del trenino il presidente della Regione Francesco Pigliaru – abbiamo stanziato qualcosa come 35 milioni di euro per dare una prospettiva forte a un treno capace di portare in Sardegna il turismo che ci piace, quello che vuole visitare anche le zone interne».

Pigliaru non nasconde che ci sono stati ritardi. «Non era facile – ha detto – reperire risorse ma le abbiamo trovate, capisco la sfiducia per gli anni di semi abbandono, ma ora è l'inizio di una nuova storia». Esperienza e Sardegna sono le due parole chiave. «Noi – ha ribadito Pigliaru – incentiviamo il turismo più adatto a un'idea sostenibile di Sardegna, per far questo abbiamo bisogno di percorsi che siano carichi di storia, paesaggio, cultura e agroalimentare».

Per l'assessora al Turismo, Barbara Argiolas, «il Trenino che percorre paesaggi incontaminati e incredibili è fonte di sviluppo
straordinaria per le zone interne. Il protocollo è necessario per migliorare un'infrastruttura che non è solo marketing e comunicazione, ma anche lavori, traversine e tutto ciò che serve per viaggiare in sicurezza. Sicurezza e promozione devono andare assieme», ha ricordato l’assessora.

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