Lotta al gioco d’azzardo in Sardegna, sì ai paletti e alle sanzioni

La proposta di legge regionale punta sulla prevenzione a iniziare dalle scuole

SASSARI. Sedici articoli per coprire un buco lungo diversi anni. Il tentativo arriva al fotofinish, a poco più di un mese dalla fine della legislatura. L’obiettivo è fare in tempo, nella convinzione che nell’isola ci sia un urgente bisogno di regole per contrastare il gioco d’azzardo e i suoi effetti. Tra slot machine, gratta e vinci, scommesse sportive e lotterie varie i sardi spendono 1,6 miliardi di euro all’anno e chi vince è una mosca bianca. Moltissimi invece, quelli che si rovinano la vita. Tra loro anche tanti giovanissimi: nonostante i divieti, 1 su 2 under 17enni gioca abitualmente, soprattutto in quell’enorme buco nero che è Internet.

Ora il consiglio regionale prova a metterci una pezza: martedì 8 approderà in aula il testo unico “disposizioni in materia di disturbo da gioco d’azzardo” approvato in commissione Sanità il 27 novembre, sintesi delle tre proposte presentate dall’inizio della legislatura. La prima il 16 giugno del 2014 a firma Sel-Pd, le altre due dal gruppo Pd risalgono rispettivamente al 17 novembre 2015 e al 23 maggio del 2018.

Il testo unificato è stato rielaborato dalla consigliera Pd Daniela Forma che ne sarà relatrice. Si parte da un punto fondamentale, sollecitato anche dall’economista Vittorio Pelligra durante l’audizione in commissione Sanità: va privilegiato l’aspetto della prevenzione, attraverso campagne informative che mettano in guardia sui rischi. Perché un malato di gioco d’azzardo ha poche possibilità di guarire e di evitare ricadute considerate le mille tentazioni con le quali può venire a contatto. Più in generale, la proposta di legge ha l’obiettivo ambizioso di “ghettizzare” l’azzardo e chi gioca, un po’ come è successo sul divieto di fumo: questo risultato si ottiene premiando chi toglie le slot dai propri locali e “punendo” chi invece cerca il guadagno facile a scapito della salute pubblica.

Le distanze. Tra i punti principali c’è il cosiddetto distanziometro: come già deliberato da numerosi sindaci – come quelli di Alghero, Sassari, Nuoro e Carloforte – le slot dovranno stare a distanza di sicurezza – minimo 500 metri – da luoghi sensibili come scuole, ospedali, chiese, strutture ricettive per categorie protette e luoghi di aggregazione giovanile. Ma l’elenco potrebbe allungarsi sulla base delle singole realtà: i Comuni hanno facoltà di individuare altri siti da preservare: tra i suggerimenti di Pelligra figurano gli sportelli Bancomat.

Le sanzioni. Chi non rispetta le regole deve essere punito in maniera esemplare: la proposta di legge prevede controlli serrati per quanto riguarda il rispetto delle distanze di legge e di eventuali orari di apertura e chiusura con sanzioni per chi sbaglia da 2500 a 8000 euro. Saranno i Comuni a riscuotere gli importi e a versarli in un apposito Fondo destinato a finanziare campagne di sensibilizzazione sul gioco d’azzardo apatologico.

Giornata anti gap. È una novità importante: il testo unificato prevede l’istituzione della “Giornata regionale contro il disturbo da gioco d’azzardo”: un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi correlati a l gioco. La data e le iniziative dovranno essere definite entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Il logo. È la seconda novità: il logo “slot free-Regione Sardegna”, riservato a chi rinuncia alle slot tra pubblici esercenti, gestori di circoli privati e di altri luoghi di intrattenimento. Un marchio di cui andare fieri e da esibire ai clienti.

I giovani e la scuola. La sensibilizzazione deve iniziare presto, per questo la proposta di legge prevede di organizzare, in collaborazione con l’ufficio

scolastico regionale, campagne informative a scuola con particolare riferimento al gioco on line. Non solo: in cantiere ci sono concorsi idee riservati ai ragazzi per realizzare progetti di prevenzione da divulgare nelle scuole.

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