Bah insegue un gol e scopre la solidarietà

L’Olbia tessera un 17enne della Guinea arrivato in barcone

OLBIA. Questa non è la storia di un campione. Forse lo diventerà, le premesse sono buone; ma in questi casi, in storie come queste appunto, diventa un dettaglio. Si tratta, più in grande, della realizzazione di un sogno. Il copione è quello noto, del bambino che corre dietro al pallone e vuole imitare i suoi idoli. Un sogno che diventa ancora più difficile da realizzare se abiti in una realtà difficile dal punto di vista sociale come quella della Guinea, paese dell’Africa occidentale. Così, solo fino a qualche tempo fa, il tesseramento per un club professionistico europeo sembrava uno scenario impensabile, per un ragazzo solo, partito da lontano e diretto chissà dove. Ora invece, con la tuta dell'Olbia addosso, quel sogno è molto più vicino.



Destinazione Olbia. Il suo nome è Abdoulaye Bah, ha compiuto 17 anni da pochissimo, esattamente il primo gennaio. Ed è in ritardo all'appuntamento (ma non per colpa sua, a fare tardi è stato l'autobus). «Il suo carattere? È ambizioso, tanto. E ha sempre in testa il calcio»: a parlare intanto è Alice Fraghì, assistente sociale, tutore del giovane. La sua porta per l'Italia è stata l'isola stessa: nel giugno 2017, al termine di uno dei tanti viaggi della speranza cominciati su un barcone attraverso il Mediterraneo, è arrivato come profugo a Cagliari. Da lì è stato trasferito ad Olbia, al centro di accoglienza istituito nell'ex hotel Savoia. Alice è un po' la sua ombra. Tra i due c'è sintonia, ogni volta che stanno vicini e ne hanno occasione, chiacchierano sottovoce. «Lui ora ha il permesso di soggiorno per affidamento, fino ai 21 anni dovrà essere affiancato da un assistente sociale», spiega. L'anno scorso si è iscritto al liceo scientifico, ma quest'anno ha prevalso la passione per lo studio delle lingue e frequenta il liceo Gramsci. È francofono, all'inizio era difficile farsi capire ma ora con l'italiano, anche se ancora stentato, va meglio.

Un'opportunità. Eccolo, poco dopo Bah arriva nella sede dell'Olbia calcio del Geovillage. Si siede, ha tutti gli occhi addosso, farfuglia qualche sillaba, c'è imbarazzo e un po' di tensione. Poi si parla di calcio ed ecco che si scioglie. «La prima partita è andata bene» spiega, in riferimento al suo esordio con la giovanile under 17 dei bianchi a dicembre, contro la Carrarese, prima della sosta natalizia. Debutto super, il suo, altroché: un gol realizzato e due rigori procurati. «Ho segnato di destro» commenta, e si affretta a chiarire «ma so usare bene anche il piede sinistro», che come qualità nei calciatori è cosa assai gradita. Emblematica la sua esultanza: ha alzato la divisa di gara e mostrato una maglia bianca, con la scritta in italiano “Mamma ti voglio bene”. Poi le ha mandato la foto, inutile dire della gioia della madre a quella notizia. Lei ed il resto della famiglia – Abdoulaye è il più grande di cinque tra fratelli e sorelle – è in Guinea. «Sognavo il gol da quando ho saputo che avrei giocato». Per mesi si è preparato con le giovanili del club gallurese e addirittura ha svolto qualche allenamento con la prima squadra (“Undici” dirà lui, preciso) in attesa di poter essere tesserato.



Un viaggio da dimenticare. È stato determinante il lavoro svolto da Marco Ravelli e Federico Russu della segreteria della società calcistica, che Bah ringrazierà più volte. Adesso è ufficialmente un giocatore dell'Olbia, il club del presidente Alessandro Marino lo ha scoperto in estate, durante l'inizio della stagione, e ha voluto credere in lui andando oltre frontiere e cavilli burocratici. Poco importa il resoconto dettagliato di un tragitto – quasi 4000 chilometri – affrontato da solo e durato diversi mesi; uno sguardo al passato va dato, ma è più importante il futuro. Perché a 17 anni appena è normale che sia così. «Il viaggio è stato difficile e molto lungo, non ricordo bene tutto, ma voglio dimenticarlo».
 

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Stampare un libro risparmiando: ecco come fare