Legge contro l’azzardo, i candidati governatore: «Era ora»

Il fronte degli aspiranti presidente della Regione: «Fenomeno allarmante da arginare». Testo in aula domani 8 gennaio

SASSARI. Non c’è più tempo da perdere, la legge regionale è urgente e, anzi, bisognava approvarla prima. L’arrivo del testo unificato in Consiglio, previsto per martedì 8, suscita reazioni positive, pur con alcuni distinguo, tra alcuni dei candidati alla presidenza della Regione che hanno voluto rilasciare dichiarazioni sull’argomento. Tutti spiegano di essere estremamente preoccupati per la gravità del fenomeno che coinvolge un numero sempre più alto di persone spesso distruggendo la loro vita e quella dei familiari.

Dice Massimo Zedda, leader di Progressisti di Sardegna: «Il gioco è una dipendenza, una malattia che ha determinato la rovina per intere famiglie. La legge regionale contro il gioco d'azzardo è importantissima. Spero che su un tema come la lotta alla ludopatia tutto il Consiglio regionale si esprima in modo favorevole. La norma regionale sarebbe un aiuto importante per i Comuni, Cagliari compreso, che hanno già approvato regolamenti su orari e distanze da luoghi sensibili: regolamenti contro i quali le sale da gioco promuovono puntualmente ricorsi, che comunque non fermeranno la lotta contro questo fenomeno pericoloso e dilagante».

Giusto legiferare, dice Francesco Desogus, candidato governatore M5s, che però non si sofferma sul contenuto del testo approvato dalla Commissione Sanità ma fa un discorso politico: «Il centrosinistra non si impossessi in chiave elettorale di una battaglia del Movimento che da tempo, scontrandosi anche con le resistenze dei partiti tradizionali, combatte le lobby del settore e lavora per difendere gli italiani da questa piaga». E poi: «Per quanto tre proposte di legge fossero infatti state presentate addirittura nel 2014 – aggiunge Desogus, purtroppo la legge arriva in Consiglio regionale ormai quasi fuori tempo massimo. I partiti tradizionali sono così: prima ci criticano, poi cercano di copiarci. E così sta avvenendo anche ora in Sardegna con la legge sul gioco d’azzardo e le ludopatie»

Il magistrato Ines Pisano ritorna sul punto centrale: «Ho potuto notare sia come magistrato che come cittadino che in questo settore regna molta confusione, a causa anche di una legislazione frammentaria e non omogenea sul territorio. Ritengo che si tratti di un fenomeno dirompente che, a prescindere da opinioni personali, vada affrontato con urgenza gestito nel migliore dei modi. Senza dimenticare che si tratta di un settore che genera gettito erariale per parecchi miliardi e occupa circa 100mila persone».

Ha più volte affrontato il tema in Parlamento Mauro Pili, leader di Sardi liberi: «Mi sono sempre espresso a favore dell’eliminazione del gioco d’azzardo. In tutte le leggi finanziarie dello Stato ho sempre sostenuto le varie iniziative tese ad abrogare o limitarlo. Ritengo sia una piaga sociale da estirpare con forza e sulla quale lo Stato deve cessare ogni tipo di lucro».

Ecco Andrea Murgia, candidato governatore di Autodeterminatzione: «Penso che il problema

della ludopatia sia una piaga, Trovo meritorio che che si cerchi di porre qualche limite al fenomeno. Purtroppo però – sottolinea Murgia – se non si risolve l’enorme contraddizione dello Stato che usa i giochi per fare cassa non riusciremo certo a risolvere il problema».
 

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