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La Cisl sfida i candidati: dite la vostra idea di isola

Il segretario regionale Carta scrive una lettera agli aspiranti governatori: «Bisogna ridare valore al lavoro e sostenere le imprese che creano occupazione»

SASSARI. Impegno per rilanciare il mercato del lavoro e per rivedere il ruolo della Regione in chiave meno accentratrice. Gavino Carta, segretario della Cisl, ha scritto una lettera-appello ai candidati alla presidenza della Regione. Una sorta di vademecum che dovrebbe accompagnare il governatore eletto durante il suo mandato. Al primo posto c’è ovviamente il lavoro. «È importante che i candidati dichiarino nei loro programmi che cosa intendono fare per promuovere il lavoro dei sardi e per migliorare le condizioni di vita di tutti i cittadini – esordisce Carta nella lettera –. Ma non è sufficiente che questo venga affermato prima o durante la campagna elettorale. È indispensabile che la politica e le istituzioni migliorino la propria funzione, soprattutto nella fase attuativa, dimostrando coerenza e rispetto di quanto viene loro richiesto da lavoratori, pensionati, disoccupati, imprese, mondo del volontariato e dell’associazionismo. Ciò è molto importante in un momento della vita del Paese caratterizzata da profonde divisioni politiche, dal prevalere di antagonismi ed egoismi». Per il leader della Cisl il rilancio della occupazione deve avvenire «ridando valore al lavoro, sostenendo le imprese che, nonostante la crisi, resistono e creano ricchezza, investendo su scuola e formazione, promuovendo e premiando la solidarietà individuale e sociale». Di qui la richiesta di dialogo e confronto con chi rappresenta il mondo del lavoro, delle imprese, degli enti locali e del volontariato.

Ma per riuscire nell’intento la Regione, secondo Carta, deve proporsi in maniera diversa. «Non può più essere un soggetto che assomma in sé capacità programmatoria, attuativa, di spesa, controllo, gestione. Una sorta di entità tentacolare che si allunga, limita e riduce le altre istanze rappresentative. Non era questa l’idea dell’autonomia e della specialità che, nella nostra storia, si confrontò con lo Stato accentratore». Un risultato che si può ottenere riaprendo subito il confronto con lo Stato. «Il ruolo della Regione va rivisto, rivisitandone la funzione a favore degli enti locali, non solo sul versante della disponibilità delle risorse finanziarie, ma anche su quello dei poteri programmatori e attuativi. Mentre imperversa la richiesta delle regioni del Nord di riconoscimento di una autonomia che andrebbe ben oltre quella speciale è più che urgente avviare un forte confronto col Governo. Il contenzioso con lo Stato sarà tanto più efficace quanto più efficiente e capace si dimostrerà il gruppo dirigente che verrà eletto con le prossime elezioni regionali». Per Carta la cartina al tornasole di questa possibile nuova stagione della politica sarda «sarà l’impegno per ridare valore al lavoro, per una sanità e servizi sociali accessibili e diffusi, privilegiando i diritti fondamentali della persona e della famiglia, per combattere la povertà e l’esclusione sociale, superare il gap sulle infrastrutture materiali (energia, trasporti, telecomunicazioni) e immateriali (sanità, assistenza, scuola, formazione, università e ricerca, credito, servizi), rafforzare le politiche di settore in un quadro
di compatibilità ambientale, valorizzare tutto quanto appartiene alla cultura e alla identità dell’isola, incidendo in maniera tangibile nella creazione e distribuzione della ricchezza e nella riduzione delle disuguaglianze. È questo il compito primario della politica». (al.pi.)

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