Insulti sul web al sindaco di Alghero. La replica: «Denuncio tutti»

Decreto sicurezza, Bruno criticato su Fb dal consigliere della Lega Pais. Poi una pioggia di commenti offensivi. «Ho già predisposto querela penale» 

ALGHERO. Ad Alghero il dibattito sul “decreto sicurezza” si trasferisce dai social alle aule di tribunale. Il sindaco di Alghero, Mario Bruno, ha deciso di portare davanti al giudice penale tutti quelli che ieri, commentando un post di Michele Pais, consigliere comunale della Lega, ufficialmente candidato per le elezioni regionali del 24 febbraio e coordinatore degli Enti locali in Sardegna per il partito di Matteo Salvini, lo hanno insultato.

«Il decreto sicurezza mette ordine e detta regole, il sindaco Mario Bruno si preoccupi di lavorare per il Comune anziché pensare di non rispettare le leggi», è stato l’incipit di un comunicato stampa diffuso due sere fa da Pais, che pur criticando aspramente la scelta di Bruno di allinearsi ai sindaci “disobbedienti” ha semplicemente espresso un’opinione politica. Ma quando la sua riflessione è stata postata anche su facebook si è scatenata una pioggia di insulti, offese, improperi e malauguri che non hanno niente a che fare né con la politica né con il diritto di critica. Solo maleducazione, bella e buona. Inciviltà. Al punto che Mario Bruno non ci ha visto più e ha utilizzato lo stesso strumento per dire basta alla violenza verbale.

«Dal profilo fb di Michele Pais della Lega. Tolto il tappo. Sdoganata la cattiveria», recita l’incipit con cui Bruno rimanda alla lunghissima sequenza di insulti che sembrerebbero proprio indirizzati a lui. «Non lo dico per me, ma per renderci conto di dove stiamo andando se non si mette un argine democratico e culturale». E ieri sera, a distanza di 24 ore, il suo disgusto non si era attenuato per niente. Anzi, lo sdegno l’ha spinto ad agire. «Con il mio legale abbiamo predisposto querela penale e chiederemo anche azione civile», annuncia il sindaco a proposito dei “cafoni virtuali” denunciati uno per uno. «Poi, tutto in beneficenza. Basta con violenze verbali, ingiurie, insulti e istigazione all’odio spacciati per opinioni e critiche politiche».

Istigazione all’odio: a giudicare dallo svolgersi degli eventi, sembrerebbe in arrivo anche una denuncia per Michele Pais. Mario Bruno lo considera responsabile. Già nel post di due sere fa lo accusava implicitamente di aver «tolto il tappo», lasciando eruttare quest’improvvisa onda di parolacce senza mezzo argomento a supporto. Un segnale chiaro: la “guerra” elettorale è aperta. E d’altronde era stato proprio Michele Pais ad aprire le danze. «Il decreto sicurezza è legge, e come tale va rispettata, trovo inaccettabili le dichiarazioni del sindaco Mario Bruno in merito al decreto», è la posizione di Pais. «Il primo cittadino in questi anni ha dimostrato di essere totalmente inadeguato per ricoprire questo incarico, non ha fatto altro che assumere un atteggiamento arrogante con l’unico obiettivo di nascondere la sua incapacità di governo», ha rincarato.

Appena si è reso conto del tenore che stava assumendo il dibattito tra i “commentatori” del suo post, Michele Pais ha preso subito le distanze. «State commentando in tantissimi e vi ringrazio, tuttavia mi segnalano la presenza di commenti eccessivamente offensivi, non ho capito se nei miei confronti o di terze persone», è l’altolà di Pais.

«Per quanto riguarda i commenti riferiti a terze persone, vi prego di non eccedere – chiede il consigliere comunale della Lega – la nostra posizione è severa,

spesso dura, ma deve essere rispettosa di tutti». Il consigliere dice di capire «la rabbia e il fatto che la misura sia veramente colma», ma spiega che «il vero e più efficace modo di esprimere tutto il nostro dissenso sarà il 24 febbraio, quando saremo chiamati al voto». Si salvi chi può.

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