La Regione a Conte: «Ora basta sacrifici»

Paci: pretendiamo il rispetto della sentenza della Consulta

SASSARI. «Ora attendiamo una risposta dal governo Conte. Una risposta rapida, così come ha imposto la Corte Costituzionale». L’assessore al Bilancio Raffaele Paci non nasconde la soddisfazione per la decisione della Consulta che due giorni fa ha riconosciuto alla Regione il diritto a riavere indietro i 285 milioni di accantonamenti imposti dallo Stato per il 2018 e ad ottenere dallo Stato un contributo “congruo” che tenga conto degli svantaggi derivanti dall’insularità. «Domani scriveremo al premier Giuseppe Conte chiedendo che venga applicata immediatamente la sentenza: devono restituirci i 285 milioni e sedersi con noi a un tavolo per arrivare a un’intesa per i prossimi tre anni». E se il governo non dovesse rispondere? «Scriveremo al presidente della Repubblica perché si faccia garante delle nostre ragioni. Pretendiamo che la sentenza della Corte Costituzionale venga applicata nel più breve tempo possibile, il governo non può girarsi dall’altra parte». D’altronde non sarebbe la prima volta: il governo Gentiloni si è sempre rifiutato, nonostante le richieste della Regione, di arrivare a un accordo di finanza pubblica che tenesse conto dello stato dell’economia isolana, sfiancata dalla crisi economica. Anzi, nella legge di bilancio 2018 ha imposto ulteriori sacrifici all’isola: 285 milioni di accantonamenti per il 2018 e altrettanti per il 2019. L’unica concessione fatta all’isola per il triennio 2018-2020 il riconoscimento di 15 milioni di euro «proprio in considerazione del ritardo nello sviluppo economico dovuto all’insularità». Un po’ poco professore? «Guardi, quei 15 milioni li abbiamo ottenuti su richiesta dell’allora senatore Luciano Uras in vista del raggiungimento di un’intesa, che invece non c’è mai stata. Ovviamente quei 15 milioni sono briciole, ma le garantisco che si rischiava di non avere neanche quelli. Ripeto, è solo grazie al senatore Uras se li abbiamo ottenuti». Eppure nella legge di bilancio 2018 firmata dal premier Gentiloni le altre autonomie speciali hanno ricevuto trattamenti ben differenti. «Si, è vero. Al Friuli Venezia Giulia è stato riconosciuto uno stanziamento di 120 milioni per il 2018 e altrettanti per il 2019». Com’è possibile? «Si ricorda chi era allora il presidente del Friuli? Debora Serracchiani, che era anche vicesegretario del Pd. A noi invece il governo Gentiloni non ha mai fatto neanche una proposta». Due pesi, due misure? «Quello che posso dire è che la Sardegna è stata fortemente penalizzata dagli accantonamenti di finanza pubblica decisi dal governo Monti. Certo, è giusto partecipare al consolidamento dei conti pubblici ma la Sardegna, a partire dal 2012, ha pagato un prezzo altissimo». Ora la Regione chiederà indietro i 285 milioni di accantonamenti imposti per il 2018 (quelli per il 2019 non sono stati inseriti nell’ultima finanziaria regionale). E quelli degli anni precedenti? «Sugli accantonamenti c’era un accordo fino al 2017, prima col governo Renzi poi con quello Gentiloni. Li abbiamo accettati, quindi non potremo richiederli indietro. Il problema è che quegli accantonamenti sono stati imposti alle regioni in modo poco trasparente, non sono mai stati chiariti i criteri. E la Sardegna, ripeto, è stata penalizzata rispetto alle altre regioni. Ora ci aspettiamo che vengano riconosciute le nostre ragioni, così come hanno scritto i giudici
costituzionali». Ma riuscirà la giunta Pigliaru a portare a casa il risultato con le elezioni regionali alle porte? «La sentenza della Corte è già una vittoria. In ogni caso vorrei ricordare che quella per gli accantonamenti è una battaglia non di una giunta ma di tutta la Sardegna».

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