La rete dei tecnici contro l’Anas sarda

L’assessore Balzarini garantisce: la società in house è una grande opportunità

CAGLIARI. Si scalda il clima dopo la delibera regionale con cui la Giunta ha costituito la società “Opere e Infrastrutture della Sardegna Srl”, la cosiddetta “Anas sarda”. Nella sede dell’assessorato regionale dei lavori pubblici la rappresentanza della Rete delle professioni tecniche della Sardegna (l’architetto Patrizia Sini, coordinatrice regionale, e il presidente dell’Ordine dei geologi, Giancarlo Carboni) ha incontrato l’assessore Edoardo Balzarini cui ha presentato un documento elaborato nella riunione del 9 gennaio: chieste «la sospensione immediata della delibera 63/1 (quella del 20 dicembre 2018 che istituisce la società in house, ndc) e l’attivazione di un tavolo tecnico per una programmazione partecipata della gestione delle opere pubbliche in Sardegna». La Rete, a nome di «oltre quindicimila professionisti dell’area tecnica» e di numerosi ordini professionali, che temono di essere estromessi dal mercato, afferma la sua «contrarietà – dice Sini – a una società di progettazione che in primo luogo andrebbe contro corrente rispetto a quanto accade a livello globale, dove ci si affida sempre più a professionalità differenti per una progettazione integrata e per garantire opere di qualità; e non porterebbe nessun beneficio al tessuto economico isolano, anzi inciderebbe pesantemente su un mercato già in crisi». E rileva come l’organico della società sia composto da soli 8 tecnici, numero esiguo. Balzarini – dicono i tecnici – ha escluso il blocco della delibera, ma si è detto disponibile ad attivare tavoli tecnici di lavoro sul piano industriale della società. «Nelle intenzioni della Giunta – spiega l’assessore – la società vuole rappresentare un’opportunità per il settore delle opere pubbliche e, in particolare, per il sistema delle professioni». E ancora: «La legge è frutto di un percorso durato 4 anni che contiene numerosi aspetti innovativi aventi l’obbiettivo di migliorare la gestione del ciclo delle opere pubbliche in Sardegna». Secondo Balzarini la società «non costituisce alcuna turbativa per la consueta corrente operatività delle libere professioni di cui, peraltro, deve avvalersi». L’assessore afferma che lo statuto contiene sufficienti
elementi di garanzia e conferma «la volontà, espressa nella deliberazione, di coinvolgere gli ordini professionali nel costruendo piano economico finanziario, nella fase di avvio ed in tutto il percorso di operatività, anche attraverso un tavolo permanente di confronto». (a.palm.)

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