La rivoluzione di Forestas c’è un piano da 12,5 milioni

Nonostante gli ostacoli posti dal Governo la Regione porta avanti il programma Promossi specializzati a tempo pieno 400 operai, coperti i vuoti nelle scrivanie

CAGLIARI. Il Governo ha messo sotto osservazione la legge sul trasferimento in massa del personale di Forestas nell’organico della Regione, ma la rivoluzione dell’Agenzia va avanti lo stesso. In queste settimane, oltre 400 operai generici hanno superato l’esame e sono stati promossi specializzati. A questo punto, il loro contratto non sarà più part time ma a tempo pieno. Sono stati coperti anche gran parte degli storici vuoti in organico di dirigenti, funzionari e impiegati con concorsi, selezioni e mobilità interna, e in una settantina hanno riempito le caselle. Ancora: quest’anno i 1.200 stagionali avranno un mese in più di contratto, da sei a sette, ed entro il 2020 è stata annunciata la stabilizzazione definitiva. «Stiamo cambiando davvero il volto di Forestas per renderla più moderna ed efficiente», ha confermato l’assessora all’ambiente Donatella Spano. Per l’assessore al personale, Filippo Spanu, «grazie alla copertura finanziaria decisa con tempestività dalla Giunta, è intorno ai 12,5 milioni in tre anni, abbiamo la certezza che ci sarà quella riorganizzazione di cui Forestas aveva bisogno da quando c’è stata la riforma». Tra l’altro la Regione non sembra essere per nulla preoccupata dalla presa di posizione del Governo. «Da Roma ci sono stati sollecitati dei chiarimenti sul passaggio da un contratto all’altro dei dipendenti dell’Agenzia. Abbiamo già inviato, insieme al Consiglio regionale, le nostre controdeduzioni e siamo sicuri che la legge non sarà impugnata per conflitto di competenze», è stata la replica.

La riorganizzazione. «L’Agenzia è stata costituita nel 2016, lasciandosi alle spalle il vecchio Ente foreste ed è da quell’esatto momento che abbiamo cominciato a pensare come doveva essere svecchiata», ha detto l’amministratore unico Giuseppe Pulina. I problemi da risolvere erano diversi. A cominciare dalla confusione sulle “mansioni superiori” di chi era stato assunto per certi compiti e invece col tempo era stato trasferito ad altri, lasciando scoperto il servizio da cui era partito. Poi – come l’ha definita Pulina – c’era anche «la disastrosa carenza di dirigenti e funzionari», risolta anche questa. Dopo quasi tre anni dalla nascita, l’Agenzia comincia davvero a cambiare pelle e faccia. «Da sempre – ha sottolineato l’assessora Spano – abbiamo detto che la Sardegna aveva bisogno non più solo di forestali, ma personale specializzato nella gestione dei boschi e questa strategia l’abbiamo realizzata». Resta il problema del contratto, o per essere ancora più chiari, del passaggio del personale nell’organico della Regione. «È vero che la Giunta avrebbe preferito una categoria specifica per i forestali, ma appena la legge sul trasferimento è stata approvata dal Consiglio regionale, a novembre, abbiamo avviato la riorganizzazione. Il resto lo vedremo se e quando Roma risponderà alle nostre controdeduzioni».

L’organico. A pieno regime Forestas dovrebbe avere 6.502 dipendenti, ma i posti coperti sono in effetti 4.986. Con le stabilizzazioni dei 1.200 precari la partita dovrebbe essere chiusa entro il 2020 e quindi
colmato anche il vuoto che ancora c’è fra gli operai, che sono un migliaio in meno. Mentre con le prossime selezioni sarà completo l’organico dei funzionari (23 i posti vacanti) e degli impiegati (234). Da poche settimane sono invece tutti in servizio i 13 dirigenti previsti dall’Agenzia.

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