L'INTERVENTO

Università, il governo ci ripensi

E i fondi previsti non saranno nemmeno immediatamente disponibili. L'altra misura più discussa, il blocco delle assunzioni, è stata limitata sul piano tecnico, così da risultare, alla fine,...

I primi movimenti del nuovo Governo per l'Università appaiono contraddittori. Nella manovra finanziaria si prevede un incremento di 40 milioni del Fondo di finanziamento ordinario, quello che destina agli atenei le risorse essenziali, e di 10 milioni per le borse di studio. Si tratta di un incremento, ed è un buon segnale a fronte di un continuo decremento, ma davvero minimo (circa lo 0,5%), se si pensa che il Fondo vale in tutto 7.450 milioni. Si tratta poi di un vantaggio apparente, visto che nuove spese correnti aggraveranno il bilancio degli atenei. E i fondi previsti non saranno nemmeno immediatamente disponibili. L'altra misura più discussa, il blocco delle assunzioni, è stata limitata sul piano tecnico, così da risultare, alla fine, sostanzialmente inoffensiva.

Non nella legge di stabilità, ma in un provvedimento ministeriale, è contenuta inoltre l'altra novità, l'attribuzione, come ogni anno, dei c.d. punti organico, una sorta di programmazione ministeriale del numero di assunzioni a fronte dei pensionamenti. Qui al solito si perpetua una grande ingiustizia per le università del centro sud: il calcolo viene fatto sulla base di un complicato algoritmo che premia università "virtuose" sulla base di parametri tra cui ha un ruolo essenziale il livello delle tasse universitarie. E le università che prevedono un basso livello di tassazione per gli studenti, per la complessità della situazione economica dei territori e delle famiglie, ne risultano svantaggiate. L'Università di Sassari (come quella di Cagliari) si è ben difesa grazie ad altri buoni parametri, ma l'esito di sistema è stato sconfortante (dati Roars): 280 docenti pensionati al sud varranno per nuove assunzioni nelle università del nord Italia! Non è certo il cambio di passo che ci si aspettava. Probabilmente però è mancato il tempo: i programmi delle forze politiche ora al Governo prevedevano incisive riforme. Le attese sono ora per la promessa elaborazione di un testo unico non semplicemente ricognitivo della normativa universitaria, ma che si dice conterrà davvero la riforma del settore. Al mondo universitario è stato imposto in questi anni un ripensamento critico delle proprie responsabilità, che non può andare però all'infinito. L'Università, hic et nunc, ha bisogno di semplificazione (amministrativa e gestionale) e di innovazione e ha necessità di finanziamenti, anche solo reintegrando davvero ciò che aveva. Per tutti questi obiettivi è però indispensabile un modo diverso di pensare l'università e la ricerca, motore di sviluppo indispensabile per la crescita economica e sociale del nostro Paese: è arrivato il momento di investire, fondi e idee, e non di risparmiare. Alla base di tutto però il recupero della razionalità, che è a costo zero: le scelte sulle nuove assunzioni sono semplicemente irrazionali, aiutano chi va bene ad andare sempre meglio e affossano chi ha bisogno di aiuto; il precariato che affligge le nuove generazioni di studiosi genera solo demotivazione e non certo competizione; la burocrazia che si intromette nello studio e nella ricerca peggiora solo la qualità dello studio e della ricerca; lo studente diventa oggetto di un calcolo economico (c.d. costo standard) prima ancora di essere pensato nella sua vicenda umana.

Dunque è necessaria una vera e propria palingenesi nel modo di pensare l'università e lo studio e la ricerca, che ne sono il contenuto. E ciò si rifletterà in modo particolare nella nostra Sardegna, dove lo studio è ancor più arricchimento culturale e promozione sociale, ma deve diventare anche - insieme alla ricerca scientifica - opportunità di crescita economica. Sarebbe interessante conoscere dai candidati alla guida della Regione quali sono le loro idee di sviluppo dello studio

e della ricerca nella nostra Sardegna. Dobbiamo convincere i nostri giovani a investire qui il loro futuro: a tutti noi il compito di creare le condizioni.

*Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza di Sassari


 

 

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