Assegnati agli under 40 sardi altri 650 ettari di terre

Boom di richieste per il secondo bando della Regione, 15 i lotti concessi. I progetti: dai kiwi all’agricampeggio, dalle capre al latte biologico

CAGLIARI. Il secondo bando di «Terre ai giovani» è andato molto meglio del primo. Hanno partecipato più candidati, stavolta erano in 240, e alla fine una decina di under 40 si sono aggiudicati i lotti messi in palio dalla Regione. Per quindici anni, più altri quindici, potranno trasformarli da terreni incolti quali erano in aziende modello. Come nel 2017, il pacchetto degli ettari ceduti in affitto è stato di 650 ettari in tutto e il canone è rimasto sempre molto basso. «Quei terreni valevano zero. Per anni sono rimasti inutilizzati nella pancia della Regione, ora ritorneranno a essere una ricchezza. La Sardegna ha bisogno che le campagne si ri popolino e l’agricoltura ridiventi una risorsa», ha detto con soddisfazione il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, prima di assistere alla firma dei contratti. Per poi aggiungere: «La nostra agricoltura ha bisogno di giovani e competenze, in questo caso sono diversi i laureati. Deve diventare competitiva e garantire finalmente un reddito giusto a chi ci lavora». Con una scoperta in più, nel confronto fra un bando e l’altro: a partecipare non sono stati solo ifigli d’arte, con alle spalle l’azienda di famiglia, ma anche giovani esordienti in agricoltura. «È un altro successo – ha sottolineato l’assessore Pier Luigi Caria – perché vuol dire che c’è ottimismo. Certo, poi dobbiamo aprirci a nuovi mercati e far sì che tutto diventi molto più semplice e meno costoso per i nostri agricoltori e allevatori. Però sono segnali importanti e incoraggianti, soprattutto se continueremo a produrre eccellenze».

I vincitori del secondo bando hanno un’età media sotto i 40 anni e molti sono laureati. Al più giovane, Diego Sogus, ventenne, è stato assegnato il lotto 11, oltre duecento ettari a Gonnosfanadiga. Il suo progetto è mirato: far crescere l’azienda del padre, con un altro allevamento di capre. Sa che sarà dura, ma è fiducioso: «È una sfida, ci riuscirò». C’è poi chi, come Daniele Monti, negli 11 ettari ex Laore di Pala Pirastu, ad Alghero, vuole impiantare un nuovo oliveto, coltivare uva, alberi da frutto ed erbe aromatiche. Ad Arborea, Gianfranco Fulghesu ha ottenuto una decina di ettari per realizzare il suo sogno: l’agricampeggio. Fantastico è anche il progetto di Fabio Goi a San Vito: produrre latte caprino biologico poi da vendere nei distributori automatici. Così riuscirà anche a liberarsi di quei mediatori che da sempre affossano il prezzo a litro. Daniela Carta è una delle due donne, l’altra è la sassarese Paola Ruda (vedi il box a fianco) che nelle campagne di San Basilio vuole realizzare una fattoria didattica. Poi fra i vincitori c’è chi coltiverà kiwi, eucalipti da trasformare in biomasse, foraggio, colture esotiche e ortaggi. Attenzione però i nuovi agricoltori non saranno abbandonati a se stessi: «Ogni anno verificheremo lo stato dell’azienda – ha sottolineato Maria Ibba, che dirige l’Agenzia Laore – e infatti fra pochi giorni lo faremo con i vincitori del primo bando». C’è ancora dell’altro. Anni fa l’Aeronautica ha dismesso 21 ettari, a San Giovanni di Siliqua, per trasferirli alla Regione. Mauro Nonne, che ha vinto il lotto 13, li trasformerà presto in un allevamento di ovini. «È un altro successo nel successo», ha detto l’assessore al patrimonio Cristiano Erriu, perché «restituiamo alla gente quello che in passato le è stato tolto e recintato». Sarà così anche per i 51 ettari di Villasor, che erano dichiarati off limit dalla Base Nato di Decimomannu. «Li assegneremo a giorni», ha ribadito l’assessore. Lo ha fatto dopo aver ricordato che
già con i terreni della Sbs di Arborea, venduti al colosso Bonifiche Ferraresi, e presto con l’affitto di Surigheddu e Mamuntanas, ad Alghero, «la strategia della Regione è chiara: se rivivono le campagne, avremo la meglio anche sullo spopolamento». (ua)

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