Intervista esclusiva con Matteo Salvini: «Lavoro, trasporti, sanità: i cardini per la Sardegna»

Il leader leghista: «Noi puntiamo alla crescita del territorio. Sì al metano. Gli elettori ci devono dare fiducia, nelle regioni in cui governiamo noi gli ospedali li apriamo mica li chiudiamo come ha fatto la sinistra»

SASSARI. Una giornata trionfale per il ministro che per una volta viene tradito dall’emozione nel tono della voce: «Sono orgoglioso». Alla vigilia della sua visita in Sardegna Matteo Salvini festeggia la cattura di Cesare Battisti, il brigatista condannato all’ergastolo e latitante da 37 anni. Non si scompone davanti alle polemiche già scoppiate nell’isola dopo la scelta del governo di rinchiudere Battisti nel carcere di Massama. E si muove con la solita agilità tra le parole d’ordine del Salvinipensiero. Sicurezza, immigrati, lavoro. Che declina anche in chiave sarda. E spiega quali sono i punti cardine della campagna elettorale della Lega nell’isola. Sì al metano, più lavoro, stop alla riforma della sanità, rivoluzione nel sistema dei trasporti.

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Partiamo dalla cattura di Battisti. È andato subito in aeroporto ad accoglierlo. Sembra particolarmente soddisfatto?
«Sono soddisfatto dall’efficienza delle forze dell’ordine, del servizio di sicurezza. Dell’immagine positiva che l’Italia ha conquistato nel mondo. Grazie anche al lavoro di intelligence e di fitta collaborazione con i governi di Brasile e Bolivia. È chiaro che il nostro cambio di passo ha influito sulla sua cattura. Per 37 anni non si era riusciti ad arrestarlo. E sono sicuro che è solo il primo di una serie di delinquenti che sono in giro per il mondo e presto lo raggiungeranno in carcere. Ci sono tante persone per rendere questo possibile».

Sa che in Sardegna c’è una polemica sulla scelta di mandare Battisti nel carcere di Oristano? Cosa risponde a chi contesta la scelta?
«Questa è una scelta presa dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Io mi preoccupo di arrestare i delinquenti, lui dice in quale carcere devono finire. Ma dico di più, Battisti resterà in isolamento. Che fosse Bolzano o Lampedusa non sarebbe cambiato nulla. Lui sconterà l’ergastolo e non avrà più contatti con i cittadini liberi. Ho sentito in queste ore surreali appelli di intellettuali di sinistra che invocavano amnistie. La trovo una follia. Questo signore dopo 40 anni non ha mai chiesto scusa e non si è mai pentito. È giusto che finisca i suoi giorni in carcere».

Lei continua a mostrare il suo lato pragmatico da ministro dell’Interno, e non teme le critiche per le sue scelte. È convinto sia la strada giusta?
«Sono abituato a darmi obiettivi e a raggiungerli. Io guardo i risultati. E posso dire che lavoriamo bene, come dimostrano i dati sull’immigrazione. Il 2019 è il primo anno in cui le espulsioni, 70, hanno superato gli arrivi, 53. Se avessi ascoltato tutti i commenti e le opinioni non avrei azzerato gli arrivi. Leggo che da sinistra si continua a criticarmi e insultarmi, ma non è un problema che mi interessa».

Il decreto su quota 100 a che punto è?
«Giovedì c’è il Consiglio dei ministri, quindi a Dio piacendo sono stati superati i ragionamenti tecnici. Ci siamo, il primo aprile i primi italiani e i primi sardi potranno andare in pensione con la quota 100».

Ma lei si è convinto dell’utilità del reddito di cittadinanza?
«Con 5 milioni di poveri fare qualcosa per chi non lavora da tempo perché possa ritrovare un impiego è fondamentale. Questo è uno strumento sociale utile, certo vigileremo perché non ci siano abusi o furbetti. O perché non diventi un incentivo al lavoro nero».

Anche sulla legalizzazione della cannabis la sua posizione è categorica.
«Io dico che con tutti i problemi che ci sono in Italia l’ultima emergenza è legalizzare le canne. Non c’è nel contratto di governo. Io lavoro per combatterla la droga. E proprio in questi giorni mi sono arrivati i dati sull’operazione scuole sicure che il mio ministero ha finanziato. Abbiamo portato la lotta agli spacciatori dentro le scuole. Abbiamo sequestrato 5 chili di droga. E non possiamo avere un ministro che combatte la droga e un altro che la legalizza. Facciamo anche verifiche sui tanti negozi che hanno aperto in Italia e vendono la cannabis light. C’è un approfondimento su questo tema perché posso dire che nella maggioranza dei casi i controlli portano in evidenza delle irregolarità su quello che viene venduto».

I dati sul calo della produzione industriale in Italia la preoccupano?
«Se fossero dati solo italiani mi preoccuperebbero meno. Purtroppo il trend è planetario. Il calo è generalizzato. Questo sì che è da allarme. E devo dire che proprio sulla base di questi dati sono ancora più convinto che la manovra da 20 miliardi che abbiamo approvato è ancora più importante. Perché noi i soldi agli italiani li diamo e non li togliamo».

Parliamo della Sardegna. Alle elezioni suppletive e regionali sarà opposto al suo alleato di governo. Non le crea un po’ di imbarazzo?
«No. In molte elezioni locali Lega e 5 Stelle si sono trovati contrapposti. Da Trento a Bolzano, e abbiamo sempre vinto. A Roma ci lega un contratto di governo che ci lega a livello nazionale e voglio rispettare».

Sì, ma non mi dica che andate d’accordo su tutto?
«No ci sono posizioni differenti. Per esempio io sono a favore della metanizzazione della Sardegna e so che i 5 Stelle non lo sono».

Quali sono le priorità per la Sardegna secondo lei?
«Ci sono tanti punti su cui si deve lavorare. Partiamo dalle competenze della Regione. La riforma della sanità è un disastro. Noi siamo contro la chiusura degli ospedali, siamo contro gli accorpamenti. E fino a ora sono stati ottenuti dei risparmi del tutto trascurabili. Si deve rimettere mano all’organizzazione e riaprire i servizi essenziali che sono stati chiusi. Altra nostra grande attenzione sarà riservata ai trasporti. Si deve mettere mano alla Continuità territoriale per dare efficienza ai trasporti e consentire ai sardi di muoversi a costi contenuti per tutto l’anno. Si deve mettere fine anche a certi monopoli che sono stati creati. Altro punto fondamentale che affronteremo è il lavoro. I dati che riguardano l’isola ci fanno capire che c’è molto da fare. Che serve una politica industriale, serve una politica del lavoro. C’è poi l’aspetto della sicurezza per quello che riguarda il mio ruolo di ministro dell’Interno. E su questo posso già dire che a breve arriveranno più poliziotti e più vigili del fuoco nell’isola. Accadrà entro il 2019. È tutto previsto nella manovra economica, serve il tempo per fare le assunzioni e i corsi».

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Cosa pensa di Christian Solinas? A proposito domani renderà ufficiale la sua candidatura?
«Il nome c’è già da tempo e mi piace. E mi piaceva da quando avevamo fatto l’accordo per le Politiche. Christian ha esperienza amministrativa, non ha mai avuto problemi giudiziari e ha idee chiare sull’autonomia e sull’identità della Sardegna. Non potevamo che trovare un’intesa immediata. Sono convintissimo della sua scelta. E l’ho difesa anche quando qualcuno da Roma cercava di far emergere idee diverse».

Perché i sardi devono votare Lega?
«Perché su alcuni temi forti come autonomia, lingua, identità, cultura, abbiamo dimostrato di sapere cosa fare. E lo abbiamo fatto in molte regioni in cui governiamo da anni. Perché noi gli ospedali li apriamo e non li chiudiamo. Perché abbiamo idee chiare per il futuro della Sardegna. Dove gli altri parlano, noi facciamo. E anche perché come ministro dell’Interno in sei mesi ho dimostrato che se uno si impegna le cose le porta a casa. Ho incontrato il commissario europeo all’immigrazione che mi ha fatto i complimenti per come abbiamo gestito i flussi. Nel 2016 e 17 ci sono stati 330mila sbarchi, l’anno scorso 23 mila».

Ma è vero che ha dormito 5 ore negli ultimi due giorni?
«No. È un’esagerazione. Almeno tre ore per notte le ho fatte. Sapevo da sabato che le forze dell’ordine erano sulle tracce di Battisti. E ho seguito la vicenda attimo per attimo».

Lei è sempre al centro della polemica. Continua a postare quello che mangia e indossare le divise delle forze dell’ordine, lo ha fatto anche oggi.
«Io sono rimasto sempre lo stesso. Quello che la gente vede è ciò che io sono. Mi piace postare sui social le mie passioni. La montagna, la partita, mangiare una pizza o un piatto di pasta. Non capisco chi su questo polemizza. Così come trovo assurdo che mi si critichi se indosso il giubbotto dei vigili del fuoco o della polizia. Per me è un onore riceverle e indossarle. Non mi interessa cosa pensano gli altri».

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