Lecis è l’ottavo candidato ma c’è già uno strappo

Il giornalista guiderà Sinistra Sarda ma gli ex Si lasciano la coalizione sul nascere Svelati gli ultimi simboli presenti sulle schede: verde per Pili, fucsia per la Pisano

CAGLIARI. È ufficiale il giornalista sassarese Vindice Lecis sarà l’ottavo candidato governatore. Il 24 febbraio guiderà la lista «Sinistra sarda», coalizione formata da Rifondazione e Comunisti italiani, che nel 2014 sosteneva Francesco Pigliaru, ma poi lo strappo fu quasi istantaneo. Nel gruppo non entreranno invece gli ex di Sinistra italiana, che dopo aver abbandonato il partito perché ha scelto di sostenere Massimo Zedda, ora contestano a Rc di «aver fatto naufragare un possibile accordo con Autodeterminatzione, per un solo motivo: pretendeva la falce e il martello nel simbolo». Domani Lecis ha convocato, a Sassari, una conferenza stampa e sarà quella la sua prima uscita da portabandiera di «Sinistra sarda». Però sulla Rete, ha postato qualche anticipazione: «Siamo una lista di sinistra, alternativa al Pd e all’avanzata della destra. Abbiamo l’assoluta certezza che il mostro Lega-Cinque stelle sia stato innanzitutto allevato dal mal governo del Partito democratico, tanto in Sardegna quanto a livello nazionale». Nelle prossime ore, la micro coalizione potrebbe allargarsi con l’ingresso del movimento Sardigna libera. Anche se la portavoce Claudia Zuncheddu vorrebbe più che «altro l’unità della galassia indipendentista con la sinistra alternativa», ma è un traguardo sempre più lontano. Intanto, sempre a sinistra, il segretario regionale del Partito comunista, Giuseppe Doneddu, ha fatto sapere che «il Pc non sarà presente alle Regionali anche per colpa di una legge elettorale antidemocratica e vessatoria che nessuno s’è mai preoccupato di cambiare».

I contrassegni. Sono stati svelati gli ultimi due. Sono quelli di Sardi liberi, candidato governatore Mauro Pili, e «La Sardegna di Ines Pisano», che porta il nome della magistrata di Bosa. L’ex deputato ha scelto come sfondo un verde chiaro, in un cui campeggia il nome del movimento e subito sotto il suo. Però la curiosità è un’altra: come slogan, Pili ha modificato in positivo l’etichetta appiccicata ai sardi da un ambasciatore spagnolo nel 1641: pocos, locos y mal unidos, pochi, pazzi e divisi. Il candidato governatore l’ha trasformato in medas, sabios e imparis, e quindi in molti, saggi e uniti. Ines Pisano
ha puntato invece tutto sul suo nome: l’ha racchiuso in un quadrato fucsia, sdoganando così un colore insolito sulle schede elettorali. Anzi, c’è stata già una prima volta: nelle Politiche di marzo ero lo sfondo del contrassegno dell’ex ministra della salute Beatrice Lorenzin. (ua)

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