Rwm, sì all’ampliamento della fabbrica delle armi

Domusnovas, c’è l’ok dell’assessorato. Pigliaru: noi siamo per la riconversione

CAGLIARI. L’intervento per l’ampliamento della Rwm, la fabbrica di bombe di Domusnovas, nel Sulcis, può andare avanti. Gli uffici dell’assessorato Ambiente hanno concluso ieri l’istruttoria relativa al nuovo campo prove R140 presentato da Rwm Italia nel territorio di Iglesias e, in applicazione della vigente normativa, hanno escluso un’ulteriore procedura di valutazione di impatto ambientale.

La Giunta regionale, riunita in seduta, ne ha preso atto e ha recepito in delibera le prescrizioni ambientali che condizionano gli interventi del progetto che, comunque, andrà sottoposto all’autorizzazione delle amministrazioni territoriali competenti.

«Gli Uffici lavorano secondo le disposizioni di legge e nell’autonomia dovuta a una struttura tecnica che abbiamo sempre rispettato – ha commentato l’assessora della Difesa dell’ambiente, Donatella Spano – Sul piano politico però resta ferma la posizione già espressa dal presidente Francesco Pigliaru e da tutta la Giunta al Governo italiano nella nota inviata al presidente Conte».

«Siamo assolutamente convinti che i diritti umani siano una priorità non negoziabile e il Parlamento europeo ha più volte evidenziato l’adozione dell’embargo di armi da parte dell'Europa nei confronti di un Paese come l’Arabia Saudita – ha aggiunto l’assessora – La Germania ha già bloccato la vendita di armi al Paese e chiediamo al Governo italiano di fare altrettanto. Identificare la nostra meravigliosa Sardegna come luogo da cui partono le bombe è quanto di più negativo possiamo auspicare per la nostra popolazione. Riguardo ai posti di lavoro – conclude Donatella Spano – abbiamo ripetutamente sollecitato, e continueremo a farlo, il Governo italiano e il Parlamento per una riconversione dell’intera produzione localizzata in Sardegna che tenga conto del mercato difensivo dei Paesi europei e dai nostri più stretti alleati».

I nuovi interventi previsti da Rwm Italia consistono nella realizzazione, all’interno del campo prove, di un’area scoperta di circa 150 metri quadri protetta da terrapieni
dell’altezza di 4 metri e di un piccolo locale esterno all’area terrapienata, destinato a postazione per l’operatore. Il mese scorso il presidente Pigliaru ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte ricordandogli che vengono «prima i diritti umani, poi la produzione di armamenti».

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