Caria: «Non solo annunci centrati tutti gli obiettivi»

L’assessore subentrato nel marzo 2017: «Esperienza positiva, non sono pentito» «Ho iniziato con un quadro drammatico, risolte anche questioni impreviste»

SASSARI. Poco spazio per il rammarico nel bilancio dei 20 mesi da assessore all’agricoltura per Pier Luigi Caria. «C’è solo per i progetti integrati di filiera, io li avrei finanziati tutti, credo che siano la chiave per svoltare perché danno stabilità e quindi creano più occasioni. E poi avrei voluto fare di più con il pacchetto giovani, tema purtroppo ereditato in ritardo» dice lui.

Come giudica la sua esperienza?
«Non mi sono pentito, è stata bella e il bilancio è positivo. Ho iniziato nel marzo 2017 in un quadro difficilissimo per tutti i comparti, e il meteo non ci aiutava. Quell’anno era stato avviato solo un bando Psr da lì in poi li abbiamo pubblicati tutti. Sui fondi FEAMP della pesca ne abbiamo pubblicato altri 25 e sono arrivate domande per 24 milioni, quattro volte quelle della precedente programmazione, che hanno già impegnato due terzi dei fondi a disposizione per il settennato (36 milioni). È frutto di un lavoro di squadra tra assessorato, agenzie agricole e tutti gli interlocutori incontrati».

Gli obiettivi centrati?
«Tutti quelli affidatimi nel mandato, ma ne abbiamo affrontato anche altri non previsti, come una siccità inimmaginabile, quella del 2017. Furono 13 regioni a presentare le declaratorie per calamità, ma se le altre utilizzarono solo la quota del fondo di solidarietà nazionale, l’unica che ai suoi 1,8 milioni ha aggiunto soldi è stata la Sardegna: 45 milioni per l’ovicaprino (inizio dei pagamenti dopo soli 47 giorni dal via del ministero, un record) e 20 per il resto dei comparti, bovini in testa. E con una forte azione politica grazie a tutti i parlamentari sardi e al governo della precedente legislatura abbiamo ottenuto 25 milioni supplementari. In tutto fanno 92 milioni, le altre regioni in tutto ne hanno messo 13,2».

C’è chi vi accusa di “annuncismo” affermando che i soldi non sempre sono arrivati.
«Non è vero, chi non li ha incassati aveva problemi di irregolarità contributiva. È stato un risultato straordinario, chi è onesto intellettualmente ci riconosce di avere salvato il comparto. Qualche problema si è verificato nel settore bovino: abbiamo riaperto i termini per l’integrazione dei documenti e a brevissimo dovremmo passare ai pagamenti».

E perché quei malumori sul fronte dei fondi Psr?
«Quello sardo è il quarto Psr tra le regioni italiane per budget di spesa; siamo sempre stati terzi o quarti, dietro Trento e Bolzano, e tra le regioni dietro solo al Veneto, che però ha un’economia forte e un ente pagatore autonomo. Quindi siamo i primi tra quelli sottoposti ai pagamenti Agea. Abbiamo già raggiunto gli obiettivi del 2019 appena iniziato. I malumori derivano dal sistema dei pagamenti, che in molti casi è automatizzato: l’aiuto parte se è tutto a posto. Ma nel 15% dei casi c’è un errore nell’Iban o un documento scaduto; e nel 3-5% un mancato aggiornamenti di pratiche a cavallo tra due annate. Il sistema blocca la pratica, si innesca un ciclo di ritardi di 15-18 mesi».

Non si è più parlato dell’ente pagatore autonomo.
«Avere in casa l’ente pagatore ci consentirebbe ovviare in maniera veloce a questi errori spesso banali. Avremo in casa il sistema e potremo anche decidere le priorità. Abbiamo avviato le pratiche per tempo, ci sono dei ritardi e facciamo pressing. Forse a febbraio la situazione si sblocca».

Altri risultati?
«Abbiamo ridotto da 9 a 7 i consorzi di bonifica accelerando la fusione tra quelli del sud Sardegna, un percorso affatto facile. Sulla pesca: la concessione alle 18 cooperative dei militicoltori di Olbia che si sono aggregate; l’accordo condiviso sul prelievo dei ricci e la semplificazione sulle licenze».

La vicenda Aras sta trovando soluzione in extremis, c’è stata qualche esitazione sul da farsi da parte vostra?
«Si tratta di una situazione “acchiappata” per i capelli, quasi oltre la soglia del non ritorno. Un ruolo importante l’ha avuto il tribunale di Cagliari nel nominare due commissari giudiziari. Alla fine abbiamo avuto ragione noi, abbiamo dimostrato allo Stato che ci costa meno inglobare i tecnici Aras che pagarli da esterni. No, nessuna esitazione, abbiamo provato tutte le strade per difendere un patrimonio fondamentale come l’assistenza zootecnica. Ma non ci venivano forniti i dati di rendicontazione per definire il buco finanziario dell’associazione».

Terra ai Giovani funziona?
«Lo ritengo un provvedimento straordinario, con i primi due bandi da 650 ettari ciascuno abbiamo affidato alla produzione aree altrimenti sprecate. Abbiamo già fatto firmare i contratti dei lotti senza ricorsi. Da notare che il 25 % dei beneficiari del bando sono new entry, è confortante constatare che i giovani credono nel futuro del settore. Ma non dimenticherei gli sforzi sul primo insediamento».

Tanti soldi gettati nel settore, ma i dati dicono che l’agricoltura sarda è in regresso del 6,5% dal 2000 a oggi.
«Non sono d’accordo. Ci sono settori come il vitivinicolo che hanno compiuto grossi passi avanti nella qualità e sotto il profilo dell’unione imprenditoriale. C’è una nuova consapevolezza.

Gli esperti suggeriscono di variare le scelte nelle colture e nei Psr, anche in funzione delle esigenze create dai mutamenti climatici.
«Certo, ma occorre anche seguire le richieste del mercato, delle grandi aziende, facendo leva sulla qualità delle nostre produzioni, in modo da creare nuovi spazi. Ad esempio esplorando ipotesi nuove (vedi gli esperimenti col bambù) o di ritorno (le mandorle, per troppo tempo abbandonate), per le quali c’è chi è pronto a investire. Sul benessere animale, che significa puntare sulla qualità oltre che sull’etica, siamo stati i pionieri. E occorre creare vere imprese agricole, capaci di individuare attività redditizie in base a una filiera di costi che consenta loro di stare comunque sul mercato, senza affidarsi ai finanziamenti. Occorre incrementare la tecnologia, anche quella di precisione che limita l’utilizzo di acqua e fitofarmaci riducendo i costi di produzione, svincolando risorse per sviluppare l’impresa. Importante in

tutto ciò sarà il ricambio generazionale».

Assessore Caria, pensa di aver fatto il possibile?
«Ho dato tutto quello che potevo e sino all’ultimo lo farò. Solo nell’interesse generale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Stampare un libro risparmiando: ecco come fare