Due fucilate all’alba grave un autotrasportatore

Nel mirino 62enne di Borutta che stava portando il latte in un caseificio

PATTADA. Due fucilate a palla per uccidere. L’obiettivo era Gianfranco Manca, 62 anni di Borutta, autista che ieri mattina - come tante altre volte - percorreva la provinciale 32 che da Pattada porta verso Osidda. L’uomo è rimasto ferito in modo grave, colpito al torace e a un braccio. È stato soccorso e trasportato in ambulanza all’ospedale San Francesco di Nuoro: i sanitari ne hanno disposto il ricovero in rianimazione. La prognosi è riservata.

L’agguato è scattato ieri mattina poco prima delle 6, era ancora buio. Gianfranco Manca da più di trent’anni si occupa della raccolta del latte e del conferimento con la sua autocisterna a un caseificio di Thiesi e ieri mattina stava cominciando il giro dei ritiri. All’incrocio tra la strada provinciale 32 e la 10, subito dopo una curva, quando il conducente del mezzo ha rallentato, è stato raggiunto da due fucilate esplose da qualcuno appostato nel ciglio della cunetta. Gianfranco Manca ha perso il controllo del camion che è finito fuori strada e si è rovesciato. Lo sparatore - forse sicuro di avere ucciso Manca - si è dileguato.

Pochi attimi dopo sono transitati alcuni automobilisti che hanno dato l’allarme segnalando quello che - a prima vista - sembrava un incidente stradale. Sul posto sono arrivati per primi i vigili del fuoco del distaccamento di Ozieri e gli operatori del 118, oltre a una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Ozieri.

I vigili hanno lavorato con le cesoie per liberare l’autista intrappolato al posto di guida, e appena l’uomo è stato portato fuori dal camion i soccorritori si sono resi conto delle ferite al braccio e al torace. Uno sguardo al vetro crivellato dalle fucilate ed è stato fin troppo semplice stabilire che Gianfranco Manca era rimasto vittima di un agguato. Da quel momento, mentre il ferito veniva trasportato in ospedale, è scattata la caccia all’uomo che è andata avanti per tutta la giornata con posti di blocco e controlli nelle campagne attorno al luogo dell’agguato.

La strada è rimasta a lungo bloccata per consentire ai carabinieri e agli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche di eseguire i rilievi alla ricerca di elementi utili per risalire allo sparatore.

Le indagini sono tutt’altro che semplici. I carabinieri della compagnia di Ozieri guidati dal maggiore Umberto Rivetti e quelli del Nucleo investigativo del comando provinciale diretti dal maggiore Antonio Pinna hanno sentito i familiari e gli amici di Gianfranco Manca, ma anche i colleghi di lavoro. Neppure un’ombra nella vita dell’autista, solo attestati di stima. Sposato, senza figli, Manca vive a Borutta.

«La comunità è duramente colpita e sgomenta – ha detto il sindaco Silvano Arru – Gianfranco è una persona tranquilla, grande lavoratore da sempre. Viene persino difficile pensare che possa avere dei nemici. Abita in paese, fa parte della compagnia di caccia, mai un problema. É assurdo quello che è accaduto». Stesso discorso nell’ambiente di lavoro dove tutti ne parlano un gran bene. Ma è su quel fronte che sono rivolte le indagini, perché la vertenza latte si è ormai caricata di forti tensioni e a
volte basta davvero un niente per scatenare reazioni difficili da immaginare. Gli autisti, in effetti, sono l’interfaccia tra le aziende che lavorano il latte e i singoli e i gruppi che conferiscono. Spesso incolpevoli bersagli per decisioni e responsabilità che in realtà sono di altri.

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