scuola e minoranze linguistiche 

Piace al ministero l’idea di Flc Cgil

Parametri più bassi per le autonomie, Giuliano valuta la fattibilità

SASSARI. L’ipotesi di introdurre una norma giuridica che tuteli espressamente il sardo e il catalano, rendendo operative anche in Sardegna le norme scolastiche che tutelano le minoranze linguistiche, è più vicina a vedere la luce. Due rappresentanti della Flc-Cgil di Sassari, il segretario Luigi Canalis e Antonio Deiara, da tempo hanno intrapreso una battaglia sul tema partendo dalla convinzione che la mancata applicazione della normativa a favore delle zone con minoranze linguistiche che abbassa i parametri (ad esempio, da 600 a 400 alunni minimo per avere un’autonomia) non ha permesso di salvare numerosi istituti, in particolare di piccoli centri, provocando la mancata assunzione di migliaia tra docenti e personale Ata.

Accompagnati dal senatore del M5S Ettore Licheri, che ha preso a cuore la questione, hanno incontrato il sottosegretario del ministero dell’istruzione, Salvatore Giuliano. «Gli è stato consegnato un documento – spiega il parlamentare sassarese – in cui si chiede un intervento legislativo a tutela delle minoranze linguistiche sarde – e che porterebbe alla una preservazione di molti plessi scolastici e di quel patrimonio storico-linguistico che rischia di sparire». Giuliano ha assicurato che avrebbe dato subito ordine all’ufficio legislativo del ministero di presentargli un piano di fattibilità e di impatti finanziario, riconoscendo il valore sociale della tutela della lingua sarda e soprattutto la necessità di frenare il fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri. Non appena il piano sarà pronto ci rivedremo per la riapertura del tavolo e la verifica».

Licheri racconta anche che «Giuliano, non a caso sino a pochi mesi fa preside in un istituto scolastico, ha affermato come la presenza di una scuola sia l’unico passo possibile per trattenere le famiglie nei piccoli centri e fare in modo che questi non muoiano».

Nel documento consegnato al sottosegretario Canalis e Deiara chiedono anche «sulla scorta di quanto previsto dalla legge regionale 22/2018 e dal disegno di legge 842 del 4 ottobre 2018, primo firmatario il senatore Gianni Marilotti, un intervento normativo che preveda un percorso di certificazione delle competenze di lingue, storia e cultura della Sardegna per gli aspiranti docenti provenienti da altre regioni d’Italia che intendano insegnare nelle aree geografiche abitate dalle minoranze linguistiche sarda e catalana. Questo sulla base di una legge provinciale del Friuli che disciplina l’identica materia nelle aree geografiche abitate dalla minoranza linguistica ladina)». Lo scoglio
da superare potrebbe essere, prevedibilmente, di carattere economico: da vedere quanto il governo sarà disposto a spendere per questa operazione che, al di là delle indubbie ricadute di carattere sociali e culturali, presenta sicuramente dei costi importanti. (a.palm.)



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