Toninelli-Onorato il duello continua

Il ministro contro l’armatore: risponderò anche per vie legali

SASSARI. Toninelli contro tutti, tutti contro Toninelli. Il giorno dopo la visita del ministro in Sardegna non si spengono i fari sul suo interventismo a tutto campo, dai traghetti alla continuità aerea, dal metano al turismo. Nella sua mattinata cagliaritana, tra un incontro istituzionale e un comizio a 5 stelle, Danilo Toninelli ha affrontato tutte le questioni sarde. Non c’è argomento su cui il titolare dei Trasporti si sia sottratto. E non c’è argomento che non abbia creato polemiche. Su tutti la questione della continuità marittima che ha portato a un durissimo scontro tra il ministro e l’armatore Vincenzo Onorato. Con il primo che ha annunciato lo stop «alle vecchie concessioni ai privati che provocano solo danni ai cittadini» e il secondo che ha replicato accusando Toninelli di essere impreparato e di fare «campagna e demagogia elettorale». Parole a cui ieri il ministro ha risposto sul blog delle stelle. «Non possiamo più tollerare che Tirrenia, forte della solita convenzione sottoscritta con i governi precedenti e totalmente sbilanciata a suo favore, continui a tutelare soltanto i propri interessi grazie a un regime di monopolio di fatto che va scardinato, con prezzi dei traghetti che, soprattutto in certi periodi dell'anno, raggiungono livelli vergognosi. Nell'estate 2020, alla scadenza della convenzione, ci sarà una nuova gara e chi la vincerà dovrà rispettare l'interesse pubblico. Verrà scritto un bando che metterà al centro i cittadini sardi e non gli interessi di una compagnia che ha preso tantissimi soldi pubblici e ha speculato sulle tariffe». Per replicare a Onorato Toninelli ha scelto il suo profilo Facebook. «A Onorato mi riservo di rispondere anche per le vie legali. Qui voglio semplicemente ricordargli che l'abuso di posizione dominante che lui pratica sulle tratte sarde, il monopolio di fatto di cui ho parlato, è stato accertato e sanzionato dall'Antitrust nel marzo 2018. Stiamo parlando di una maximulta da quasi 30 milioni adottata per condotte anticoncorrenziali che avrebbero violato l'articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell'Ue. Il Tar ha solo sospeso la sanzione nei confronti delle sue imprese Cin-Tirrenia e Moby, in attesa del giudizio di merito».

Air Italy. Le parole del ministro hanno suscitato anche una reazione di Air Italy, reduce dal flop nella assegnazione delle tratte per la continuità aerea per la Sardegna, andate tutte ad Alitalia. «Al contrario di quanto affermato da Toninelli, Air Italy non ha beneficiato di finanziamenti pubblici – si legge in una nota della compagnia –, mentre il vettore risultato primo nella graduatoria per l'assegnazione delle due rotte fra Olbia, Milano Linate e Roma Fiumicino è in amministrazione straordinaria e beneficia di un prestito concesso dallo Stato pari a 900 milioni di euro, senza contare i finanziamenti miliardari versati nelle casse dell'ex compagnia di bandiera negli ultimi dieci anni. Air Italy non ha mai percepito alcun tipo di finanziamento pubblico, mentre Meridiana fino al 2016 ha usufruito esclusivamente degli ammortizzatori sociali previsti per tutto il comparto del trasporto aereo in Italia in situazioni di crisi aziendale. Vogliamo rassicurare le istituzioni sul fatto che Air Italy stia esaminando molto attentamente la situazione anche al fine di valutare ogni iniziativa finalizzata a tutelare gli interessi della compagnia e dei nostri dipendenti in Sardegna». Dopo l’apertura delle buste, Air Italy è stata accusata dalla politica, dalla Regione al sindaco di Olbia, di volersi disimpegnare dalla Sardegna. Ma la compagnia sostiene di essere stata penalizzata da una clausola assente nei precedenti bandi. «Ai Italiay ha appreso con rammarico i risultati, incluso il fatto che i criteri adottati dal bando per i punteggi assegnati alle offerte non abbiano tenuto in considerazione gli investimenti fatti in Sardegna da Air Italy, relativamente alle persone e alle infrastrutture della base di Olbia. In passato – spiega la compagnia – l'investimento e le risorse già presenti in Sardegna venivano considerati, tanto da avere una maggiore rilevanza nella valutazione complessiva dell'offerta. È invece da notare che fra i criteri del bando 2018/19 vi erano elementi direttamente o indirettamente collegati alla dimensione della compagnia aerea ed è di tutta evidenza che la dimensione di Alitalia e quella di Air Italy siano molto diverse, a tutto danno di quest'ultima. Abbiamo, infatti, presentato un'offerta commercialmente valida e
coerente con livelli di redditività bassi ma sostenibili. Air Italy – conclude – confida che la Regione stia vagliando attentamente gli atti del procedimento, effettuando le dovute verifiche sulle offerte presentate, tenendo anche in considerazione la complessiva situazione di Alitalia».

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