Continuità, Confitarma con Toninelli

Gli armatori: convenzione irragionevole. Onorato: dietro di loro c’è Grimaldi

SASSARI. Confitarma si schiera con Toninelli contro Onorato. L’associazione di categoria degli armatori prende le parti del ministro nella feroce polemica sulla continuità marittima per la Sardegna con il patron di Tirrenia-Moby. «Non esiste alcun rischio di perdita di lavoro per i marittimi italiani qualora non venga rinnovata l’attuale convenzione Tirrenia-Cin in quanto, in base alla legge vigente, gli equipaggi delle navi che operano in servizi di cabotaggio devono essere obbligatoriamente comunitari – si legge in una nota dell’associazione guidata da Mario Mattioli –. Ancora una volta il tema della disoccupazione dei marittimi viene strumentalizzato». C’è poi la questione del monopolio sulle tratte per l’isola, sollevata dal ministro e oggetto dello scontro con Onorato. «È vero che la Tirrenia-Cin non ha il monopolio dei collegamenti con la Sardegna dato che oltre il 60 per cento dei traffici fa capo ad altri quattro operatori – afferma ancora Confitarma – così come il vero monopolio esistente in Sardegna è quello relativo alle sovvenzioni statali a Tirrenia-Cin, unica beneficiaria dei 72 milioni annui erogati dallo Stato. Per questo l’attuale convenzione è ancora più insostenibile e irragionevole». Secondo Confitarma la ricetta da applicare per la Sardegna è «il modello spagnolo in base al quale le sovvenzioni non vengono erogate alle compagnie di navigazione ma direttamente all’utenza sotto forma di contributo: in pratica passeggeri e autotrasportatori possono scegliere liberamente l’operatore che meglio risponde alle loro esigenze di mobilità. Il modello spagnolo risulta equo, democratico, non produce effetti distorsivi della concorrenza e promuove standard qualitativi elevati dei servizi».

Immediata arriva al replica di Vincenzo Onorato, che dice di rispondere «a Manuel Grimaldi, in quanto vero dominus di Confitarma che parla e scrive per bocca del portavoce Mario Mattioli, insignito della pomposa carica di presidente». L’armatore dice di non volere difendere a tutti i costi la convenzione con lo Stato «che io ho ereditato con l'acquisto della Compagnia e ritengo storicamente superata». Ma «per chiarezza» aggiunge: «I 72 milioni che lo Stato garantisce sono per i trasporti non solo per la Sardegna, ma anche per la Sicilia e per le isole Tremiti, quindi ciò che dichiara la Confitarma - e cioè che sono erogati esclusivamente per la Sardegna - si chiama dalle mie parti menzogna. È singolare che Confitarma non citi mai i 150-200 milioni che, a vario titolo, Stato e Regione Sicilia erogano per le linee minori in Sicilia agli ex soci del signor Grimaldi o dei 60 milioni senza gara appena stanziati sempre per i collegamenti per le isole minori. Una nuova gara per i trasporti marittimi deve veder beneficiate tutte le compagnie e potrebbe ispirarsi al modello francese per la Corsica con dei paletti fissi che escludano compagnie stagionali e chi imbarca marittimi extracomunitari lasciando a casa gli italiani. La battaglia che Grimaldi sta conducendo, nascondendosi dietro alla Confitarma – dice ancora Onorato – è una lotta per
la sopravvivenza. Per un gruppo come il suo, che ha miliardi di euro di debiti e che opera dumping sociale sulle rotte internazionali impiegando marittimi extracomunitari per onorare i suoi impegni finanziari già ha riprodotto questo modello in Italia sulle rotte di cabotaggio».



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