Tra Grimaldi e Onorato il mare è in burrasca

Guerra di comunicati tra i due gruppi armatoriali, al centro c’è la convenzione per le rotte sarde

SASSARI. Lo scontro tra le compagnie marittime Grimaldi e Onorato armatori hanno avuto persino una rappresentazione fisica con lo schianto tra due navi nel porto di Olbia, ma è nulla in confronto alla durezza del confronto che prosegue a suon di comunicati e di minacce di querela. Non ha certo contribuito a disinnescare la tensione (tutt’altro) l’esternazione del ministro Toninelli che di recente ha attaccato il presunto “monopolio” di Tirrenia nei collegamenti con l’isola affermando la volontà del governo di porre fine alla convenzione Stato-Tirrenia da 72 milioni di euro.

Vincenzo Onorato, patron dell’omonimo gruppo, ha risposto a un comunicato di Grimaldi nel quale si appoggia il ministro, rivolgendosi a quello che chiama insistentemente “l’amico Manuel” (Grimaldi, ad del gruppo). Circa il “monopolio”, gli ricorda che sulle rotte per l’isola c’è anche lui insieme ad altre compagnie; quindi che «circa la metà della sovvenzione è per i collegamenti con la Sicilia e con le isole Tremiti» e non riguarda solo la Sardegna. Inoltre, che «è stata ereditata dalla vecchia compagnia» e comprende molte rotte che rimarrebbero scoperte in quanto poco appetibili.

Grimaldi sostiene che Vincenzo Onorato è in uno stato di “comprensibile agitazione” che attribuisce a «il bond aziendale a 37,9 centesimi (molto meno della metà del valore di emissione), il crollo delle quote di mercato, le perdite sempre più ingenti, il blocco intervenuto sulla tentata fusione Cin-Moby immaginato per confondere mercati finanziari e creditori». Onorato replica parlando di «menzogne» e di «tentativo, neppure troppo celato, di colpire le mie compagnie non attraverso una concorrenza sui mari, ma attraverso la creazione sistematica di disinformazione sulla salute economica del Gruppo che presiedo». Sulle quote di mercato, sottolinea l’incremento del 35% del traffico merci in Sicilia.

Riguardo alla salute del suo gruppo, la Grimaldi sostiene che «opera una flotta composta da 115 navi di proprietà di cui ben 51 assolutamente prive di debiti. Ha un fatturato di oltre 3 miliardi di euro e occupa 15.000 dipendenti in tutto il mondo (a terra e in mare), di cui ben 12.000 europei». Onorato parla di autogol nel citare queste cifre («o imbarca 3.000 italiani o offre ai 3.000 marittimi extracomunitari un contratto italiano») e gli fa notare che «dimentica sempre di menzionare l'indebitamento». E ancora: «È curioso che l'amico Manuel si erga a paladino dei mercati finanziari esaltando il presunto blocco della fusione Cin-Moby, evidenziando attraverso la calunnia degli altri la sua fragilità strutturale».

Per Grimaldi il nervosismo di Onorato è dovuto anche alla «multa da 29 milioni comminata dall’autorità garante della concorrenza e del mercato per
abuso di posizione dominante e concorrenza sleale» sospesa dal Tar dopo un ricorso, (a maggio il giudizio di merito) e che « potrebbe portare alla decadenza della convenzione per il non assolvimento degli obblighi di servizio pubblico». Non finisce qui, poco ma sicuro. (a.palmas)

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