Ponti e cavalcavia a rischio in Sardegna, un lifting da 50 milioni

La Regione finanzia un blocco di interventi destinati alla messa in sicurezza. Via libera anche al completamento delle strade, dalla Buddi Buddi alla Sulcitana

CAGLIARI. Viadotti e cavalcavia da mettere in sicurezza, soprattutto quelli dove il ferro ha spaccato persino i pilastri di cemento. Perché dopo il crollo del ponte Morandi, a Genova, non ci possono essere più incertezze: senza la manutenzione, le opere pubbliche crollano. Poi le strade da completare e fra queste il raccordo sulla Buddi-Buddi, a Sassari, la circonvallazione sud di Nuoro e un altro lotto della grande incompiuta, la Nuova Sulcitana tra Cagliari e Pula. Per finire con un progetto destinato alla zona industriale di Olbia. È questo il contenuto, in estrema sintesi, del secondo pacchetto di infrastrutture finanziate dalla Regione con altri 50 milioni del Patto per la Sardegna da un miliardo e mezzo.

Dopo i primi 50 milioni, due anni fa, «proseguiamo con la stessa strategia: aprire cantieri e avviare progetti, una novantina in tutto, che sono indispensabili per garantire la sicurezza e i trasporti», ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru. Con l’assessore ai lavori pubblici, Edoardo Balzarini, che subito dopo è entrato nel dettaglio. «Per completare le strade, il finanziamento è di oltre 21 milioni. Superano invece i 20 milioni gli interventi per mettere in sicurezza quelle opere pubbliche che avevano già sotto osservazione ancora prima che ce lo chiedesse il Governo dopo la tragedia di Genova». Tra l’altro, in questo caso, «non ci saranno solo grandi interventi – ha aggiunto Balzarini – ma anche diversi piccoli che ci sono stati chiesti o sollecitati dai Comuni e dalle Province».

I finanziamenti. Tirate le somme, al territorio di Sassari, compresa la Gallura, sono stati assegnati 12,3 milioni, a Nuoro 8,3, a Oristano 3,3 e al Cagliaritano, compresa la Città metropolitana, quasi 15. Non è finita: ci sono anche i 5,6 milioni per le strade di accesso a beni ambientali, archeologici e turistici in provincia di Nuoro, nel Parco dell’Asinara, in quello di Tepilora, nel Supramonte, sul Bruncu Spina e a un passo dalle dune di Chia-Domus de Maria. «Sono cantieri e progetti che partiranno quest’anno ed entro il 2020», ha aggiunto l’assessore ai lavori pubblici. «Continuiamo a sfruttare al massimo il Patto per la Sardegna, sottoscritto nel 2016 col governo Renzi, che è stato un primo storico risarcimento per l’insularità, e la quota che c’è spettata, del Piano nazionale, un altro miliardo e mezzo. Li abbiamo messi assieme per recuperare più in fretta possibile il vuoto nelle infrastrutture che da sempre pesa come un macigno sulla Sardegna», ha concluso il governatore Pigliaru.

L’elenco delle opere. Nel Sassarese e in Gallura, oltre alla Buddi-Buddi, gli interventi riguardano la bretella nel quartiere di Luna e Sole, il ponte del Silis, quelli nella zona del Coghinas, lungo le strade comunali di Giave, Perfugas, Sedini e Tergu e sulle provinciali per Tempio e Arzachena. In provincia di Nuoro e nell’Ogliastra, oltre alla circonvallazione ovest di Orosei, la strada provinciale Lanusei-San Paolo, l’area industriale di Ottana, il sovrappasso ferroviario di Macomer, i viadotti di Perdasdefogu e Tertenia e la messa in sicurezza del ponte di Irgoli. Nell’Oristanese, la circonvallazione ovest, la bretella di Santu Lussurgiu, lo svincolo delle Vigne, a Santa Giusta, il ponte in ferro fra Simaxis-Solarussa, e le strade comunali fra Ghilarza, Boroneddu e Tadasuni. Nel Cagliaritano, la circonvallazione a nord ovest di San Gavino, la demolizione

e ricostruzione del ponte di Piscinas, la messa in sicurezza del viadotto di Sant’Antioco e la manutenzione del sovrappasso di Campo Pisano, a Iglesias. Oltre ai 3 milioni per collegare la Nuova Sulcitana con l’aeroporto di Cagliari. (ua)

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