Allarme animali vaganti nelle strade dell'isola, ma la colpa è dell’uomo

In Sardegna c'è una lunga scia di incidenti mortali causati dalla mancata custodia del bestiame

SASSARI. Quella di lasciare incustoditi gli animali è una deprecabile abitudine molto radicata nell’isola, che sembra fare fatica a liberarsene nonostante una lunga scia di morti tra gli automobilisti che hanno avuto la sfortuna di investirli, per non parlare di persone gravemente ferite che porteranno per sempre i segni del dramma sulla loro pelle. Oltre ai lutti e alle menomazioni, c’è anche un altro aspetto da considerare: è molto difficile risalire ai proprietari degli animali coinvolti e quindi riuscire a ottenere giustizia e risarcimenti.

Come accadde a una giovane di Nuoro la sera del 17 dicembre 2014. Un cavallo privo di microchip andò a schiantarsi contro l’auto guidata dal padre nei pressi di Sedilo e fu la causa della morte di Paola Mereu, di 29 anni. Tornava a casa dopo aver dato la prova orale dell'esame di Stato a Cagliari per l'abilitazione alla professione di ingegnere. Fu invece individuato il proprietario del vitello contro cui la notte del 28 giugno 2013 sul rettilineo che da Porto Cervo conduce ad Arzachena si schiantò Gigi Perra, 29 anni, a bordo del suo scooterone. La famiglia ingaggiò una vera battaglia e grazie alle analisi dell’Istituto zooprofilattico si trovò una corrispondenza del Dna dell’animale e il bestiame di un allevamento della zona.

Fu rintracciato e condannato anche il proprietario della mucca che il 4 febbraio 2009 causò la morte di Paolo Lippi, 42 anni, sulla 131 dcn, all'altezza di Monte Pitzinnu, vicino al bivio per Siniscola. Una zona maledetta: era già stata teatro di due incidenti mortali. Nel 1994 la vittima fu il 14enne di Olbia Daniele Muntone, mentre nel 1999 morì Emilio Derosas, 29enne di Nuoro, sempre a causa di uno scontro con una mucca. Nel caso di Muntone il proprietario fu individuato. Il Nuorese è particolarmente vocato a questo genere di tragedie: il 7 febbraio 2016 Fabio Settembrini, 32 enne, originario di Cosenza, investì una mucca sulla 131 dcn tra Ottana e Nuoro. Ed era il 15 ottobre del 2011 quando Luca Mereu, in sella alla sua potente Suzuky Gs 600, di ritorno a casa a Orosei, si schiantò contro un cavallo che era spuntato all'improvviso all'altezza di un rettilineo sulla statale 125 morendo sul colpo. Dopo qualche anno si riuscì a risalire al proprietario.

In realtà però la presenza di animali sulle strade è l’incubo degli automobilisti un po’ in tutta l’isola, specie di notte non si contano gli scontri con gli inconsapevoli ostacoli che si materializzano dietro le curve, o attraversano di colpo la strada, o corrono spaventati da chissà cosa in direzione dei fari delle vetture. L’11 febbraio 2004 le vittime furono due fratelli di Cuglieri, Nicolino e Giuseppe Poete, finiti con l’auto contro un toro sulla trafficatissima statale 292. Sempre nell’Oristanese fu un pescatore, Efisio Erdas, 54 anni a trovare la morte il 19 luglio 1999: l'auto sulla quale viaggiava con due suoi giovani colleghi investì un cavallo lungo la provinciale tra Riola Sardo e Putzu Idu. Nel 2003 Roberto Gregorio, 45 anni, morì nel furgoncino guidato da un collega che cercava di schivare un cinghiale e finito contro un eucalipto sulla Alghero-Sassari. Quello dei selvatici è un fenomeno che preoccupa, la popolazione è molto cresciuta. E un gregge dietro una curva fu la causa della morte di un motociclista tedesco, Florian Bolzmacher sulla Nuoro-Macomer.

Ma non ci sono solo gli animali di grosse dimensioni. Ogni giorno sulle strade si compie una vera strage, quella di cani, gatti e volpi in particolare, le cui carcasse costellano
qualsiasi arteria sarda. Spesso non c’è la prova, ma il forte sospetto sì: parecchie uscite di strada o cappottamenti apparentemente inspiegabili, anche in occasione di incidenti mortali, hanno alla base una manovra istintiva per evitare l’investimento.

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