Olmedo, chiude la miniera ma i lavoratori sono salvi

I 17 rimasti senza contratto e ammortizzatori sociali saranno reimpiegati. L’Igea dovrà gestire il servizio di custodia e vigilanza del giacimento dismesso

OLMEDO. Via libera della Giunta regionale ai lavori per la chiusura e la messa in sicurezza della miniera di bauxite di Olmedo. La delibera è di ieri e i diciassette minatori rimasti senza contratto e ammortizzatori sociali possono tirare un sospiro di sollievo. Ma si apre uno spiraglio occupazionale, anche se la tempistica per le assunzioni è ancora incerta, anche per gli altri otto lavoratori non più coperti dagli ammortizzatori sociali. Occorrerà predisporre il bando per le selezioni per i quattro operai con la mobilità scaduta a gennaio, e successivamente un’altra selezione per gli altri quattro ancora in Naspi. I sindacati sono già al lavoro per predisporre l’accordo e per oggi stesso è fissato un incontro con l’assessora regionale all’Industria Maria Grazia Piras e i vertici di Igea per delineare una bozza.

L'assessorato all'Industria ha assegnato il compito a Igea, società in house della Regione, di gestire il servizio di custodia e vigilanza del giacimento, potendo contare sulle somme messe a disposizione nella manovra 2019. Igea dovrà presentare il piano operativo delle opere e un piano economico, finanziario e organizzativo di fabbisogno del personale. Quest'ultimo prevede appunto l'utilizzo di lavoratori a tempo determinato da reclutare prioritariamente dal bacino degli ex dipendenti in carico ai precedenti concessionari.

Per loro, la doccia fredda, era arrivata a cavallo delle festività natalizie. Infatti Igea aveva comunicato ufficialmente di non prorogare i contratti agli ex minatori per la custodia e la messa in sicurezza del giacimento di bauxite. Dieci righe che equivalevano di fatto a una sentenza sia per diciassette famiglie, destinate a rimanere senza reddito. Sia per la miniera stessa, che sarebbe rimasta abbandonata a se stessa e senza più alcuna possibilità di rilancio sul mercato e nuovi affidamenti di gestione. I sindacati però non si erano rassegnati e avevano posto anche una questione di sicurezza pubblica: «Non ci sono perimetri recintati e se nel perimetro della miniera, senza alcun presidio e abbandonato a se stesso, dovesse entrare qualcuno, le conseguenze potrebbero essere gravissime».

Per fortuna, dopo un paio di giorni, a Olmedo sono arrivate le prime notizie positive. Negli uffici della Regione è stato convocato un vertice al quale hanno partecipato il governatore Francesco Pigliaru, l’assessora Piras e dirigenti e tecnici di Igea. In quel faccia a faccia è stata decisa la proroga della convenzione con Igea.

Ieri questo indirizzo politico è stato approvato formalmente con una delibera di giunta, che di fatto dà il via libera alla chiusura definitiva della miniera, ma attraverso un iter di messa in sicurezza del giacimento.

«I lavori – fanno presente dalla Regione – non precluderanno
la possibilità di poter riavviare l'attività estrattiva, qualora le condizioni dovessero rendere nuovamente attrattivo il giacimento da parte di un eventuale investitore interessato a presentare un nuovo piano industriale per acquisire la concessione mineraria». (lu.so.)

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