Il finto malato dell’Enac a Olbia: «Sono pieno di debiti»

Parla Pisu, dipendente assenteista: facevo la guida turistica, mi servivano soldi

OLBIA. Non si nasconde. Anzi. Esce proprio allo scoperto, per spiegare «tutto ciò che c’è dietro», per raccontare i gravi problemi della sua vita privata e il calvario che lui dice di vivere da anni dopo la separazione dalla moglie. Matteo Pisu, il funzionario infedele dell’Enac denunciato dalla guardia di finanza per truffa aggravata, dà la sua versione dei fatti. Non nega nulla. Non lo ha fatto nemmeno quando si è trovato davanti le fiamme gialle che gli notificavano, sotto il coordinamento della Procura di Tempio, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per due anni, secondo le accuse, si è dato per malato (200 giorni, dal 2016 al 2018) e durante la malattia faceva, abusivamente, la guida turistica.

Lui, nella sintesi di una lunga lettera, lega ciò che ha fatto a un disagio totale e a una forte depressione, oltre che alla montagna di debiti accumulati. Poi aggiunge anche di aver fatto pure «il tassista notturno abusivo».

«Allora: io sarei il dipendente Enac di cui tutti hanno parlato – ha scritto nella lettera –. Il furbetto che lavorava come guida turistica nei periodi di malattia, così come è stato riportato. Ma non è stato specificato di quale malattia si trattasse. Lo dico io, anzi lo conferma il verbale della visita medica: “sindrome ansioso depressiva con tono dell’umore notevolmente deflesso, labilità emotiva, verosimilmente causata da problemi familiari». E proprio i problemi familiari, con risvolti giudiziari, secondo Matteo Pisu hanno avuto un peso notevole in tutta la vicenda. «Ho dovuto tirare fuori molti soldi per spese legali e una marea di pagamenti. Senza dimenticare i pignoramenti. La mia attuale situazione finanziaria è veramente disperata. Con decine di migliaia di euro di debiti. L’Enac conosceva i miei problemi e avevo anche chiesto (invano) un part-time per svolgere un’altra attività e anche per ridurre le trattenute sul mio stipendio fisso. Una situazione veramente avvilente, che mai mi sarei immaginato di affrontare all’età di 57 anni».

Della sua attività di guida turistica, il funzionario dell’Enac impiegato all’aeroporto di Olbia da molti anni, parla poco. «Un’attività – si limita a dire – che richiede peraltro una grande preparazione e dedizione. Ma ciò che mi ha veramente aiutato a superare i periodi più brutti e devastanti, è stato l’aver fatto il tassista notturno abusivo, mentre di giorno continuavo a essere ispettore all’aeroporto. Aspettavo fuori dalle discoteche per ore. Stavo lì e attendevo che le persone (spesso ubriache) concludessero la loro serata in pista per riportarle a casa. A volte anche sino alle 4 o alle 5 del mattino. E il giorno successivo, quando andavo in ufficio, era normale che, dopo aver passato tutta la notte in bianco, spesso mi addormentassi sulla scrivania. Ma, per questo, non mi hanno mai denunciato».

Di certo, per il momento, Matteo Pisu è indagato per aver fatto la guida turistica per due anni mentre era in malattia dall’Enac, l’ente del quale è dipendente. La guardia di finanza di Olbia, coordinata dal procuratore della Repubblica di Tempio Gregorio Capasso, ha svolto indagini accurate, pedinamenti continui, controlli incrociati, andando a scoprire che lo stesso funzionario «aveva messo in rete su siti internet la sua agenzia di servizi turistici operante in Sardegna da oltre dieci anni e della quale si vantava di essere il fondatore». È stato così accertato che «solamente negli ultimi due anni, l’indagato si è assentato per malattia senza interruzione, soprattutto da maggio ad agosto, per fare la guida turistica. Intascando entrate indebite per 25mila euro».

Nello stesso tempo, l’Enac ha ribadito «di voler continuare a collaborare con magistratura e guardia di finanza e ha fatto sapere che appena avrà le comunicazioni formali dagli inquirenti, disporrà l’attivazione del procedimento di natura disciplinare non escludendo la possibilità di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale».


Sono gli avvocati Stefano e Lorenzo Asara ad assistere Matteo Pisu. «Ora la difesa procederà in una direzione – dice Stefano Asara –: razionalizzare il forte disagio psicologico vissuto in questi anni dal nostro assistito per giungere a una giustificazione».
 

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller