Air Italy, nessuna schiarita tra sindacati e compagnia

Lavoratori sul piede di guerra ma restano in attesa del vertice azienda-Regione Chiesta la copertura dei collegamenti dal 1° al 16 aprile senza compensazioni

OLBIA. Il nuovo faccia a faccia non porta da nessuna parte. E così i sindacati prendono tempo e attendono l’incontro tra vertici dell’azienda e Regione in programma il 12 febbraio. Poi si deciderà cosa fare. Nel frattempo resta in piedi la procedura di raffreddamento, che è il preludio allo sciopero, avviata già qualche settimana fa. È questo il succo dell’incontro di ieri tra sindacati e Air Italy, rappresentata per l’occasione da Marco Sarti, direttore delle relazioni industriali.

Tutto gira attorno alle conseguenze della clamorosa perdita delle rotte della continuità territoriale da poco aggiudicate ad Alitalia attraverso il bando della Regione. Il timore dei lavoratori è quello di finire trasferiti a Malpensa, visto che da aprile Air Italy non avrebbe più motivo di restare in Sardegna. I sindacati continuano dunque a chiedere all’azienda di coprire le tratte senza compensazioni. Air Italy, come già annunciato dal Coo Rossen Dimitrov, sta invece puntando sul ricorso contro il bando della Regione.

L’incontro. All’incontro hanno partecipato Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta e Anpav. L’azienda ha sostanzialmente confermato quanto già detto da Dimitrov nel corso dell’assemblea di mercoledì con i dipendenti. I sindacati hanno invece confermato le loro posizioni e hanno chiesto alla compagnia di non limitarsi alla sola presentazione del ricorso contro il bando e di assicurare la continuità delle operazioni dal primo al 16 aprile, al momento scoperte visto che l’avvio della nuova continuità non combacia con la fine di quella in scadenza. Naturalmente è stato nuovamente chiesto di operare le tratte in continuità territoriale senza compensazioni. Una mossa, questa, che secondo i sindacati consentirebbe ad Air Italy di riconquistare la piazza e di perdere meno soldi rispetto alle perdite generate dall’addio alla Sardegna.

Le reazioni. «L’azienda non ha fatto passi in avanti e così abbiamo deciso di mantenere aperta la procedura di raffreddamento in attesa dell’incontro con la Regione – dice un insoddisfatto Arnaldo Boeddu, leader regionale della Filt Cgil – Il fatto che l’azienda punti sul ricorso legale non solo è sbagliato, ma è inammissibile. Qualora Alitalia non faccia un passo di lato e rinunci alle rotte della Ct1, Air Italy deve garantire le rotte senza contributi. Solo così Air Italy può dimostrare di tenere alla Gallura e alla Sardegna». Sulla stessa linea Gianluca Langiu, della Fit Cisl: «Attendiamo l’incontro con la Regione, sperando in risvolti positivi. Riteniamo che l’unica
strada percorribile non possa essere solo quella del ricorso. Per quanto mi riguarda, ho anche chiesto ad Air Italy di cambiare atteggiamento nei confronti delle istituzioni perché, anche se si tratta di una azienda privata, quello della compagnia è pur sempre un servizio pubblico».

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