Bovini di razza Limousine in Sardegna: nel ’76 la svolta di Azara

L’allevatore olbiese fu il primo a introdurre gli animali dal manto rossastro. Da allora è riferimento per il settore e queste mucche sono diffuse in tutta l’isola

OLBIA. Le vedi pascolare per i campi di tutta l’isola. E le riconosci per il loro mantello rossastro che si illumina sotto i raggi del sole. Ormai fanno parte del paesaggio. Certe volte per imbattersi nelle mucche Limousine basta anche solo guardare fuori dal finestrino dell’auto appena ci si lascia alle spalle i centri abitati. Ma la loro storia in terra sarda non si perde nei secoli. Sono passati 43 anni da quando un allevatore decise di sperimentare quella che sarebbe diventata una produzione di successo. Nel 1976 Piero Azara, classe 1936, gallurese doc, ebbe l’intuizione di importare in Sardegna la razza Limousine. Fu il primo nell’isola e il terzo in Italia. Nessuno prima di lui aveva immaginato che quei bovini originari della Francia avrebbero potuto trovare terreno fertile nei prati sardi. «Iniziai a vendere i primi capi e pian piano l’allevamento di limousine cominciò a espandersi un po’ in tutta la Sardegna. Diciamo che è una bella soddisfazione» racconta oggi l’allevatore 82enne nella sua tenuta di Rudalza, a pochi passi dalle ville e dalle spiagge di Porto Rotondo. Mente brillante e grande conoscitore del mondo delle campagne, nel 2008 per la sua attività con le mucche Limousine Piero Azara è stato nominato Cavaliere al merito per l’agricoltura dalla Repubblica francese.

Il pioniere delle Limousine. Piero Azara ha respirato aria di campagna fin da bambino. Per diciannove anni lavorò per l’Alfa Romeo, a Olbia. Poi la decisione di lasciare tutto e di dedicarsi all’azienda agricola che la sua famiglia portava avanti da generazioni, in località Rudalza. «La mia famiglia allevava altre razze di bovini per la produzione del latte – racconta Azara – Ma erano gli anni Settanta e all’improvviso venne vietata la vendita del latte sfuso. Bisognava conferire tutto in una centrale a Sassari, ma non ci conveniva. Quindi cercai di capire come convertire l’azienda. Altri colleghi passarono per esempio alle pecore, io invece puntai sulla carne». Piero Azara si mise dunque a cercare qualche razza bovina capace di garantire carne di una certa qualità. Non in Sardegna, ma in Continente. Quasi per caso decise di puntare sui bovini Limousine. «I primi non li comprai in Francia ma in Italia, a Riva del Garda – l’allevatore gallurese – Portai in Sardegna cinque animali. Furono i primi. Pian piano ne comprai altri ancora, soprattutto in Francia e Danimarca».

L’espansione nell’isola. In breve tempo Piero Azara tirò su un allevamento di tutto rispetto, diventando presto un punto di riferimento per i colleghi della zona. Incuriositi dai bovini dal manto rosso, subito gli allevatori della Gallura ma anche del resto della Sardegna cominciarono a rivolgersi a lui per l’acquisto dei capi francesi. «Ricordo quando vendetti il primo vitello maschio. Lo comprò Gianfranco Pinducciu, il sindaco di Telti – racconta Azara – Gli diedi un gran bell’animale, figlio di una vacca di Riva del Garda». E così, oggi, molti dei capi Limousine presenti nell’isola sono “parenti” di quelli allevati nelle campagne di Rudalza. «Adesso questo tipo di allevamento è molto diffuso in tutta la Sardegna e soprattutto in Gallura – sottolinea Piero Azara – Ormai puoi ammirare questo tipo di animale ovunque ti giri».

Centro di riproduzione. La carne dei bovini Limousine è ottima. «Anche il latte è buonissimo, ma le vacche ne fanno molto poco e alla fine basta soltanto per il vitello – specifica Piero Azara – Quindi tutto si basa sulla produzione della carne, che è davvero buonissima. Ha un basso contenuto di colesterolo, come per esempio quella della bufala. Non ha grasso superfluo. Per fare ingrassare la Limousine bisogna essere bravi». L’allevatore gallurese, nelle terre da sempre appartenute alla sua famiglia, ha creato un centro di riproduzione. In poche parole è qui che nascono i bovini che vengono poi venduti agli altri allevatori. Il grosso dei capi viene messo in vendita esclusivamente per la riproduzione mentre solo una minima parte finisce all’ingrasso e quindi più tardi al macello. «Anche la Regione Sicilia acquistava i riproduttori da me – dice Azara – L’ultima volta fu nel 1998: comprò torelli per un totale di 59 milioni di lire. La Regione li dava in comodato d’uso agli allevatori siciliani per migliorare la razza. Un’azione lungimirante».

Una vita per le mucche. Piero Azara è un uomo che ha sempre saputo rinnovarsi. Per questo non ha mai tagliato i ponti con i colleghi europei, partecipando per esempio a fiere e ad altre iniziative soprattutto in Francia e in Danimarca. Un modo per stare al passo con i tempi.

Negli ultimi anni, nella sua tenuta di Rudalza, ha anche organizzato una serie di aste aziendali. Le prime in assoluto in Sardegna, con tanto di banditore e allevatori pronti a puntare anche qualche migliaio di euro pur di portarsi a casa un bovino. Proprio come accade in Francia,
dove le aste aziendali rappresentano una consolidata tradizione. «Ho sempre lavorato con passione e onestà – ci tiene a sottolineare Azara – Io ho sempre rispettato i miei acquirenti. Sono principi che mi porto dietro fin da quando ero bambino. La mia famiglia mi ha educato così».

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