Pigliaru: gli parlerò dei 285 milioni scippati

Il presidente della Regione dà il benvenuto al primo ministro su facebook: «Occasione preziosa»

CAGLIARI. Più silenzi che risposte sui temi importanti nelle relazioni intercorse in questi primi mesi di governo gialloverde tra Palazzo Chigi e viale Trento. Il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru lo sottolinea senza alzare i toni della polemica eppure in maniera chiara, in vista dell’arrivo a Cagliari del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte fissato per domani pomeriggio. E lo fa affidando il suo pensiero a un post sulla pagina facebook. «La visita di un primo ministro in Sardegna è sempre una occasione preziosa – esordisce Pigliaru – Nel dare il doveroso e sincero benvenuto al presidente Conte, sono certo che ci sarà l’occasione per discutere insieme i molti problemi ancora aperti nelle relazioni tra Stato e Regione, problemi su cui ho scritto numerose volte al governo in carica, così come avevo fatto con i governi che lo hanno preceduto».

Quindi il governatore viene al punto: «In alcuni casi le nostre interlocuzioni hanno portato a risultati positivi (la conclusione del rilascio di Porto Tramatzu, la designazione della Regione come soggetto attuatore per l’Arsenale della Maddalena, la firma sul bando di continuità territoriale); in altri casi – dice – siamo invece ancora in attesa di risposte chiare e conclusive, nonostante i nostri numerosi solleciti. La metanizzazione della Sardegna, per esempio. Nel giorno in cui si discuterà dell’ipotesi di un nuovo contratto territoriale di sviluppo, è bene ricordare i contenuti di un precedente, importante “contratto”: il Patto firmato con il governo Renzi nel 2016. Di quel Patto il progetto metano è parte di rilievo e la sua attuazione è un dovere da parte dello Stato italiano».

«E naturalmente, importantissima, la questione delle entrate della Regione – prosegue – La recente sentenza della Corte Costituzionale ha fatto chiarezza su chi aveva ragione nel lungo confronto sull’adeguatezza e sul metodo di calcolo degli accantonamenti imposti unilateralmente dallo Stato. Avevamo ragione noi: ci sono 285 milioni che devono tornare nelle nostre casse e c’è un’intesa da stipulare che è in grave ritardo non certo per nostra responsabilità».
Sul tema si contano ben 8 lettere della Giunta che non hanno avuto risposta. «Temi importanti e inevitabili – conclude il post Pigliaru – Mi auguro che la presenza del presidente Conte in Sardegna sia l’occasione per fare finalmente passi avanti significativi». (a.palm.)

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