Pigliaru: "L'incontro con Conte è stato insoddisfacente"

Il governatore: "Ci aspettavamo passi avanti sugli accantonamenti". Confermato il tavolo con i pastori in Regione

CAGLIARI. Accantonamenti, transizione energetica, insularità: su questi punti il confronto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte «non è stato soddisfacente». Lo sottolineano il governatore Francesco Pigliaru e l'assessore al Bilancio Raffaele Paci che ieri 11 febbraio hanno incontrato il premier in Prefettura a Cagliari. «Un vertice interessante e di cortesia - l'ha definito Pigliaru - c'è stato anche lo scambio di dossier che però Conte aveva sulla scrivania già da tanto tempo, in particolare ci saremmo aspettati passi avanti dopo la sentenza della Corte Costituzionale sugli accantonamenti».

Sulla transizione energetica, «parliamo di una partita che ci costa almeno 435 milioni l'anno alle nostre tasche e alle imprese - ha aggiunto Pigliaru - Con il governo Renzi abbiamo disegnato un progetto preciso e chiaro. Che ora tutto cada nell'incertezza con imprenditori pronti a investire, con l'ansia di tanti lavoratori, questo è inaccettabile». Sull'insularità: «Ho consegnato a Conte la lettera che abbiamo scritto con i presidenti di Corsica e delle Baleari, una lettera importante sull'attuazione di un articolo del Trattato che riconosce l'insularità».

Tra i passi avanti fatti da quando Conte è in carica, «abbiamo avuto certamente risposte sul soggetto attuatore per La Maddalena _ dice l'assessore al bilancio Raffaele Paci _  non era cosa scontata, sulla firma per la continuità territoriale e sulle servitù militari». «Il presidente del Consiglio Conte è stato disponibile, ma dopo le dieci lettere da noi inviate avremmo gradito risposte concrete». 

Paci ha spiegato anche a proposito della vertenza accantonamenti, «ci saremmo aspettati la convocazione di un tavolo e anche maggiore consapevolezza da parte del presidente che invece non era sufficientemente informato sulla vertenza più importante della Sardegna».

Ora, ha concluso, «attendiamo la formale convocazione da parte del Mef, spero che un premier che si definisce avvocato degli italiani e che conosce bene le sentenze, possa dar seguito a quella della Consulta dell'11 gennaio. Io sono solo un assessore al Bilancio, e da parte mia farò l'economista dei sardi e dirò che questi soldi devono tornare alla Sardegna».

Per quanto riguarda la vertenza dei pastori confermato il tavolo in programma domani in Regione nonostante quello in programma il 21 febbraio al ministero dell'Agricoltura, annu7nciato da Conte, e l'altro anticipato al 14 dal ministro Salvini. «Ci aspettiamo che la parte industriale faccia fino in fondo la propria parte che è quella di togliere da una situazione di crisi immediata e incertezza futura i produttori di latte e gli allevatori», ha detto  Francesco Pigliaru, illustrando i contenuti dell'incontro avuto ieri col premier. «C'è una filiera che va costruita sulla fiducia e non sugli scontri perché l'obiettivo è solo uno, cioè vendere al miglior prezzo possibile un latte trasformato in formaggio: serve una proposta più generosa e più giusta da parte degli industriali».

Ma, ha aggiunto, «la Regione non può fare il prezzo, può favorire un dialogo e sostenere». Anzi, ha concluso, «ha sostenuto tanto il comparto ovicaprino, lo fa con 450 milioni del Piano di sviluppo rurale, con i 45 milioni

messi dopo la siccità, con i tre milioni dell'internazionalizzazione per aiutare a cercare nuovi mercati e tenere il più alto possibile il prezzo, lo ha fatto con regole». Su tutte, l'Oilos (Organismo Interprofessionle), «strumento che mancava completamente e aiuta a evitare queste crisi»

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