Air Italy, no alla proroga la Regione corre ai ripari

Dimitrov: stop ai voli dal 31 marzo. Careddu: gara d’urgenza per due settimane La compagnia apre al piano b: coprire le tratte Roma e Milano fuori dalla Ct1

CAGLIARI. Picche. Air Italy ha detto no. Il direttore generale Rossen Dimitrov è stato fin troppo chiaro e brusco. La compagnia del Qatar non garantirà i voli da Olbia per Milano e Roma nelle uniche due settimane ancora in bilico prima che la continuità territoriale passi ad Alitalia. In parole spicce, dal 31 marzo al 16 aprile, a ridosso di Pasqua, la Gallura potrebbe rischiare l’isolamento. Convocata dalla Regione, preoccupata per il possibile e assurdo vuoto nei collegamenti, Air Italy s’è rimangiata anche l’ultima promessa. Tempo fa aveva fatto sapere di essere disponibile a prorogare il servizio pubblico fino a metà aprile, anche se nel frattempo aveva perso l’ultima Ct1, però doveva esserci il via libera del consiglio d’amministrazione. Che non è arrivato.

Cosa accadrà. «Dobbiamo correre subito ai ripari», ha detto l’amareggiato ma tutt’altro che rassegnato assessore ai trasporti Carlo Careddu. È evidente che si sarebbe aspettato maggiore disponibilità dai vertici della compagnia, ma purtroppo è inutile guardarsi indietro. «Per coprire quelle due settimane, dovremo bandire una procedura d’emergenza e affidare ad altri le rotte scoperte», ha aggiunto. L’ipotesi più probabile è che potrebbe essere la stessa Alitalia ad anticipare lo sbarco ad Olbia per evitare il buco. Sarebbe dovuta arrivare il 17 aprile, ma potrebbe convincersi – o esser convinta – a mettere radici dal 31 marzo all’aeroporto Costa Smeralda. «Non posso fare previsioni – ha ribadito l’assessore –. So invece che manca solo poco più di un mese alla scadenza e la continuità territoriale dovrà essere garantita».

L’incontro. Presente anche il governatore Francesco Pigliaru, il faccia a faccia è cominciato male ed è finito peggio. C’è stata solo un’apertura del manager, ma annunciata quasi controvoglia, o almeno ha dato quell’impressione. Il consiglio d’amministrazione starebbe per decidere se presentare, entro l’8 aprile, la domanda perché i voli Olbia-Roma e Olbia-Milano le siano assegnati fino al 2020 senza compensazioni. Cioè: dalla Regione non riceverebbe un euro, ma dovrebbe garantire comunque i prezzi stabiliti dal bando europeo per residenti e non residenti. È quel piano B che i sindacati hanno sollecitato ad Air Italy, con l’obiettivo soprattutto di mettere in sicurezza i 600 posti di lavoro, sono sempre più a rischio, ed evitare lo smantellamento della base di Olbia. «Dal direttore generale Dimitrov – ha detto l’assessore – abbiamo saputo che è in corso una riflessione». Però a questo punto l’ipotesi sembra essere legata a un filo sottile.

Silenzio preoccupante. Dalla riunione con la Regione, Dimitrov, che era accompagnato dal presidente Francesco Violante, è andato via senza rilasciare dichiarazioni. Anzi, ha proprio chiesto di non incontrare i giornalisti e s’è infilato nell’auto di servizio. Pare però che, durante il vertice, si sarebbe lamentato ancora una volta dell’ultimo bando sulla continuità territoriale. Avrebbe sostenuto che Air Italy voleva vincere i due voli da e per Olbia, ma poi i criteri, soprattutto quelli dell’offerta tecnica, sarebbero stati troppo stringenti. Per questo, nei giorni scorsi, ha ricorso contro l’assegnazione delle due rotte ad Alitalia, oltre a tutte le altre vinte dall’ex compagnia di bandiera da Alghero e Cagliari.

Il comunicato. Poi, in serata, è arrivato il comunicato della compagnia. «Riteniamo – si legge – che l’ incontro sia stato importante. Abbiamo comunicato che non opereremo le rotte in continuità territoriale nelle prime due settimane di aprile. Abbiamo però rassicurato la Regione, informandola che stiamo esaminando molto attentamente la situazione nel suo complesso e che decideremo basandoci sulla migliore soluzione in grado di tutelare gli interessi della compagnia e dei nostri dipendenti. Comunque, in questa fase, non ci siamo impegnati su alcuna specifica opzione». Quindi, neanche sull’ipotesi dei due voli senza soldi pubblici.

La controprova. Però c’è qualcosa che non torna nella versione di Air Italy. Seppure i verbali della commissione siano ancora coperti dal segreto d’ufficio, è evidente che nel presentare l’offerta per Olbia qualche errore di valutazione il Qatar l’abbia commesso. Sapendo di essere in vantaggio su Alitalia, era l’unica delle due ad avere una base in Sardegna, le sarebbe bastato offrire mezzo euro in meno sui biglietti, come ha fatto la concorrenza, e quelle rotte se le sarebbe aggiudicate. E invece è stata battuta nettamente anche su Olbia.

La flotta. Al di là della sconfitta incassata, per la compagnia del Qatar ci sarebbe un altro problema. I 50 aerei annunciati nel piano industriale, è quello sottoscritto anche dalla Regione e dal ministero ai trasporti, non sarebbero ancora arrivati. O comunque è evidente che i manager non abbiano più fretta. Soprattutto dopo aver dichiarato: «Il nostro obiettivo solo i voli a medio e lungo raggio, meno quelli domestici». E tra i domestici, si sa, c’è la continuità territoriale da cui Air Italy, in un mondo o nell’altro, s’è sfilata via.

Toninelli a Olbia.
L’assessore ha confermato che oggi incontrerà il ministro ai trasporti. «Adesso – ha confermato Careddu – dobbiamo fare tutto il possibile per difendere i posti di lavoro ed evitare, in ogni modo, che Air Italy pensi anche solo di andar via del tutto da Olbia». (ua)



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