Rivolta del latte: dopo 4 ore al tavolo della Regione l'accordo sul prezzo non arriva

La mediazione della giunta, della Sfirs e del Banco di Sardegna non è riuscita ad avvicinare gli industriali alle richieste dei pastori. Domani 14 febbraio Pigliaru e Caria sono a Roma: "Salvini non ci aveva convocato, abbiamo chiesto noi di essere invitati"

CAGLIARI. Fumata nera al tavolo di filiera convocato dalla Regione Sardegna questa sera 13 febbraio a Cagliari per cercare una soluzione per il crollo del prezzo del latte ovino pagato ai produttori. Nessun accordo raggiunto tra industriali, consorzi e pastori dopo oltre quattro ore di riunione.

Rivolta del latte, folla di manifestanti fuori dalla Regione in attesa dell'accordo Cagliari. Cresce la sfiducia dei manifestanti sulla possibilità di trovare un accordo per un prezzo del latte più equo. I pastori non hanno lasciato la presidenza della giunta sino alla fine del vertice che si è concluso con una fumata nera. Il presidente Pigliaru ha dichiarato che la Regione non può fissare il prezzo del latte ma può mediare fra le parti, le posizioni però al momento sono ancora distantiLEGGI ANCHE: Fumata neravideo di Mario Rosas

Rivolta del latte, nessun accordo dalla riunione fiume in Regione Cagliari. Fumata nera dopo l'incontro di 4 ore in Regione per trovare un accordo sul prezzo del latte. Domani 14 febbraio il presidente Pigliaru e l'assessore Caria saranno a Roma al vertice di Salvini al Viminale coi pastori al quale hanno dovuto chiedere di essere invitati perché il ministro non li aveva convocatiLEGGI ANCHE: Niente accordovideo di Mario Rosas

«Gli allevatori non si sono spostati dalla soluzione del prezzo di un euro più Iva e hanno detto di non essere interessati alle questioni collegate al pecorino romano», ha spiegato uscendo dal palazzo di viale Trento il presidente di Sfirs, Paolo Sestu.

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La proposta messa in campo dalla Regione era ed è di investire subito, proprio attraverso la Sfirs, dieci milioni di euro per smaltire 30mila quintali totali di eccedenze di pecorino ferme nei depositi. «Questo - ha aggiunto Sestu - per portare su il prezzo del pecorino e quindi del latte». Dieci milioni che si aggiungerebbero ai dieci già stanziati dal Banco di Sardegna per ritirare dal mercato altri ventimila quintali.

«Il Banco di Sardegna deve sostenere la filiera, noi facciamo il nostro compito e gli altri facciano il loro», ha dichiarato il direttore generale del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese. «Oggi abbiamo messo a disposizione ulteriori risorse affinché il prezzo del latte possa salire», ha aggiunto l'assessore regionale all'Agricoltura, Pierluigi Caria, che ha illustrato l'altra partita sulla quale si sta ragionando. Ossia, che il prezzo del latte d'ora in avanti sia legato al valore del pecorino romano calcolato sulle quotazioni della Camera di commercio di Milano. Due interventi, il primo per arginare l'emergenza, il secondo di tipo strutturale, che servirebbero a far rialzare il prezzo.

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Il presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, ha sottolineato che «non è la Regione che fa il prezzo, sono i produttori e i trasformatori che fanno una proposta e noi possiamo favorire il dialogo. Le distanze sono ancora importanti e noi lavoriamo per ridurle». Sia Pigliaru che Caria parteciperanno domani al tavolo convocato al Viminale da Matteo Salvini.

«Non eravamo stati convocati, abbiamo dovuto chiedere di essere invitati». Fuori, intanto, allevatori e reduci delle manifestazioni di oggi hanno atteso la fine del tavolo e hanno manifestato tutta l'insoddisfazione per la mancata soluzione. Proteste e forze dell'ordine in tenuta antisommossa, ma nessun incidente.

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