I familiari di Michela: Tilloca per noi non esiste

Dopo la lettera dell’assassino parlano mamma e fratello della donna uccisa

SASSARI. «Marcello Tilloca conferma ancora una volta di essere una persona che non pensa a niente. Né a quello che ha fatto il 23 dicembre né a quello che sta facendo tutt’ora ai figli. E noi faremo come lui: non lo consideriamo, per noi non esiste».

Con la dignità che li ha sempre contraddistinti, i familiari di Michela Fiori commentano così le parole scritte in carcere e spedite alla redazione della Nuova Sardegna dall’uomo che ha ucciso la loro figlia, sorella, nipote. Uomo che lei aveva sposato e dal quale aveva avuto due figli. E che il 23 dicembre scorso l’ha strangolata nella casa di via Vittorio Veneto, ad Alghero.

Una lettera con alcuni passaggi di autocommiserazione nella quale l’assassino non usa nemmeno una riga per chiedere perdono, per fare il nome di Michela, per rivolgere un pensiero ai suoi due bambini che oggi, perché rimasti orfani, vivono a Genova con la nonna e con lo zio. Bimbi affidati dal giudice alle uniche persone con le quali Michela avrebbe voluto che stessero: «Se mi succede qualcosa – aveva detto poco tempo prima di morire, quasi come se sentisse che le minacce dell’ex marito prima o poi sarebbero diventate realtà – fate in modo che i bambini stiano con mia mamma». E così è accaduto.

Giuseppina e Luca, mamma e fratello di Michela, hanno letto dalla nuova casa nella quale si sono trasferiti le parole di Tilloca, quel suo tentativo di rimuovere, o almeno correggere, l’immagine “distorta” che la stampa avrebbe dato di lui. Lui che non si identifica negli assassini protagonisti di femminicidio, «un quadro – scrive – a cui non ritengo di appartenere». È importante, per l’uxoricida di Alghero, che la gente sappia questo. Poco importa che nella missiva non ci sia alcuna considerazione per Michela, per i figli o per gli altri familiari.

«Noi faremo allo stesso suo modo – commenta Luca Fiori dalla Liguria – Non merita la nostra considerazione, né quella di nessuno. Può scrivere ciò che vuole ma la verità è che dovrebbe vivere il resto della sua vita così, senza cioè che nessuno lo consideri, tutti dovrebbero far finta che non esista». Proprio Luca, che con la sorella aveva uno splendido rapporto, qualche giorno dopo i funerali, si era rammaricato del fatto che Michela non gli avesse raccontato delle minacce subite dall’ex marito: «Mi raccontava tutto di lei – aveva detto – non mi spiego perché non mi abbia confidato una cosa così importante. Se solo avessi saputo forse avrei potuto fare qualcosa».

Tilloca in quella pagina di foglio protocollo ha avuto da ridire anche sulla magistratura che a suo dire avrebbe «tralasciato» di «setacciare con criterio» all’interno della sua vita per comprendere le ragioni di «un gesto simile». Dall’altra parte i familiari di Michela ripongono invece tutte le loro speranze proprio sulla giustizia. «Ci auguriamo che chi sarà chiamato a giudicare si metta una mano sulla coscienza e prenda la decisione più giusta».

Giustizia per Michela, dunque, e poi l’altro obiettivo che in questo momento considerano come «il nostro unico scopo della vita». Ossia: «Pensare ai bambini, dar loro tutto l’amore possibile, quello che purtroppo gli è stato portato via dal papà. Così andremo avanti». Ed è il più nobile degli obiettivi. Perché se oggi quei bambini hanno la possibilità di credere ancora nella vita e nell’amore lo devono proprio alle persone che in questo momento si stanno prendendo cura di loro. E che stanno provando a regalare spensieratezza e a restituire sorrisi anche dopo la più terribile delle tragedie che un figlio possa vivere: perdere una madre perché uccisa dal proprio padre. Ritrovarsi da un giorno all’altro senza punti di riferimento, disorientati, costretti a lasciare la loro città, gli
amici, la scuola.

«Avrei voluto che avesse chiesto di incontrarmi – dice a un certo punto Luca – e sarei stato curioso di vedere se mi avrebbe detto le stesse parole che ha scritto. Non lo ha fatto. Molto meglio nascondersi dietro una lettera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community