Latte, allarme ordine pubblico nei seggi: arriva la Celere

Timori legati al fallimento del tavolo di filiera a Roma. Sorveglianza rinforzata: la richiesta arriva dal vertice dei questori

SASSARI.

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Lo
scenario peggiore possibile si è materializzato: il nulla di fatto – al di là delle dichiarazioni ottimistiche e dei buoni propositi – con cui si è chiuso il vertice di ieri mattina a Roma sul latte, segnato dall’assenza degli industriali, scalda animi già accesi e alimenta il fuoco della protesta.

Generando allarme su quanto potrebbe accadere domani 24 febbraio, il giorno delle elezioni, nell’isola. I pastori, almeno una parte, non hanno mai nascosto l’intenzione di sollevare i toni mettendo in atto qualcosa di clamoroso. E ieri alla domanda “bloccherete i seggi”, Nenneddu Sanna, rappresentante dei pastori al Ministero, ha risposto “Vedremo”.

Prezzo del latte, la delusione dei pastori sardi: "Siamo venuti fino a Roma: gli industriali non si sono presentati" Gli industriali hanno disertato il tavolo, convocato questa mattina al ministero dell'Agricoltura a Roma, per decidere il prezzo del latte. La nota positiva dell'incontro di oggi per i pastori è "un prefetto che controllerà il lavoro dei consorzi" afferma Battista Cualbu presidente della Coldiretti Sardegna e aggiunge "la loro assenza è significativa, non si sono presentati, non è possibile che con 50 milioni sul piatto che ci si muova di un nulla" Delusione condivisa anche da Roberto Congia del movimento dei pastori Sardi: "Non hanno voluto trovare una soluzione. Non lo so cosa succederà in Sardegna, se i pastori torneranno a mungere o continueremo la mobilitazione" "Mi hanno fatto venire fino a qui, ho lasciato il mio gregge che non ho mai lasciato, neanche quando è morto mio padre e loro non si presentano. Continuano a snobbarci. Domenica non so cosa succederà ma penso che qualche iniziativa ci sarà" così Nenneddu Scianna pastore. Tra tre giorni in Sardegna ci saranno le elezioni regionali.di Livia Crisafi

Ecco perché a vigilare su una tornata elettorale che mai come questa volta si annuncia bollente, potrebbero essere gli agenti speciali arrivati dalla Penisola: due reparti mobili, di supporto ai colleghi sardi, troppo pochi per fronteggiare quella che viene considerata una giornata ad alto rischio sicurezza. La richiesta di rinforzi è stata inviata al Ministero dell’Interno subito dopo il vertice dei questori dell’isola al Caip di Abbasanta.

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