Emiliano Deiana: "Salvare la pastorizia per non far morire l'isola"

Vertenza latte, il presidente dell'Anci Sardegna in udienza in Commissione agricoltura alla Camera

SASSARI. La protesta dei pastori sardi non ha solamente un risvolto economico, ma è di sopravvivenza della Regione stessa. Lo ha detto il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, in audizione in Commissione Agricoltura alla Camera, nell'ambito della discussione congiunta delle risoluzioni sulle iniziative a sostegno del comparto del latte ovicaprino.

«Entro il 2065 la Sardegna perderà 31 paesi - ha detto Deiana - per questo il presidio dei pastori è fondamentale per il futuro della nostra regione, dove lo spopolamento e la desertificazione umana rappresentano una grave crisi. Pertanto è giusta la rivendicazione da svolgere però nella legalità e condanniamo quindi gli atti di violenza degli ultimi giorni».

Fondamentale, secondo Anci Sardegna, «è riequilibrare il rapporto tra pastorizia e agricoltura e dare dignità al lavoro in campagna, perché senza pastori muore anche la Sardegna. Bisogna perciò ricostruire la rappresentanza agropastorale perché la sua mancanza è stata un grande problema e ora si rischia altrimenti l'anarchia».

Quanto al patto di filiera impostato da tutte le associazioni,

per l'Anci «rappresenta un passo in avanti, un nuovo punto di inizio per costruire un sistema equilibrato, ma altrettanto importante è aprire un dibattito pubblico sulla nuova Pac 2021-2027, poiché servono agevolazioni fiscali importanti che permettano il presidio del territorio»

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