Elezioni regionali, resta il caos sulle schede: gli eletti tra 2 settimane

Continuano le incertezze sulla attribuzione dei seggi nelle circoscrizioni. Un consigliere in sospeso tra Riformatori e Forza Italia e tra Pd e Lega

CAGLIARI I punti interrogativi sono ancora molti. Troppi. La nomina ufficiale dei 60 consiglieri regionali rischia di slittare ancora. Voci insistenti fanno sapere che l’Ufficio centrale elettorale avrà bisogno ancora di almeno una settimana, se non due, per sciogliere la riserva. Il che vorrebbe dire: la prima seduta della XVI legislatura potrebbe andare oltre marzo.

Caso Riformatori-Fi. Fra i due partiti della coalizione di centrodestra sarebbe un testa per la conquista di un seggio. Gli azzurri sarebbero avanti di poco nel calcolo dei resti e per ora difendono il loro sesto consigliere. Ma una prima verifica avrebbe confermato che la distanza è davvero minima, per cui l’Ufficio centrale ha deciso di rifare i calcoli sul quoziente intero, quello che assegna direttamente il seggio, e i resti. È questo uno dei misteri che avrebbero allungato i tempi della proclamazione.

Caso Pd-Lega. In questo caso i dubbi ruotano intorno al seggio che dovrà essere assegnato d’ufficio all’Ogliastra, che come collegio non ha eletto direttamente un consigliere. Finora la cosiddetta rappresentanza, come previsto dalla legge elettorale, era stata assegnata al Pd, con Salvatore Corrias, ma l’interpretazione di un successivo comma aprirebbe la strada invece alla Lega, che a quel punto eleggerebbe Giorgio Todde. Il Partito democratico comunque non perderebbe in numeri assoluti il seggio. Lo dovrebbe recuperare, sempre stando alla legge elettorale, nel collegio di Oristano dov’è rimasto invece all’asciutto dopo lo spoglio delle schede. Se così fosse, a rientrare in Consiglio sarebbe l’ex presidente della commissione urbanistica Antonio Solinas, o forse Pietro Cocco nel Sulcis. Però anche tutti questi intrecci sono ancora all’esame dell’Ufficio centrale, alle prese con una legge tutt’altro che semplice.

Caso preferenze. Più di un candidato eletto sarebbe deciso a ricorrere al Tar appena l’Ufficio centrale comunicherà i nomi dei sessanta neo consiglieri. A mettere in allerta gli esclusi sarebbero state le troppe schede dichiarate nulle dai presidenti di seggio. Stando al sito della Regione, il numero dovrebbe essere intorno alle 15mila. Invece secondo alcuni candidati bocciati gli errori formali, riscontrati in quelle schede, non sarebbe così gravi e quindi la volontà dell’elettore va salvata e quel voto conteggiato. Sono diversi i non eletti che sanno di essere molto vicini alla soglia che potrebbe farli entrare in Consiglio regionale. Alcuni di loro hanno davanti solo un candidato, quello eletto, e la distanza fra i due è davvero minima. Quindi, un nuovo calcolo delle preferenze, semmai imposto dai giudici del Tribunale amministrativo, potrebbe riaprire i giochi.

Doppia preferenza di genere. Anche sulla vera e unica novità di queste elezioni l’Ufficio centrale avrebbe in corso una verifica più dettagliata. Alcuni presidenti di seggio, nonostante fossero chiare le indicazioni, non avrebbe annullato la seconda preferenza nonostante l’elettore avesse scritto sulla scheda due candidati dello stesse genere. La legge, in questo caso prevedeva, che solo la prima fosse considerata valida, mentre la seconda doveva essere annullata. Se questo setaccio non è stato fatto invece in tutti i seggi, è chiaro che il risultato finale potrebbe essere stato falsato. In ogni caso, l’Ufficio centrale s’è preso un altro bel po’ di tempo per verificare il più possibile. Ma si sa che anche questi lunghi controlli non fermeranno chi da lunedì notte ha fatto sapere con grande anticipo: «Ricorrerò al Tar». (ua)

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