Una legge salva-poltrona per i consiglieri assessori

La maggioranza in consiglio regionale pronta ad approvare una norma già in vigore in Lombardia

CAGLIARI. Assessore o consigliere regionale: il doppio incarico non sarà possibile. Chi domenica è stato eletto dal centrodestra e aspira a far parte della giunta Solinas, dovrà scegliere. Non c’è una legge che vieti la doppia casacca, come prevedeva la riforma Soru del 2008 bocciata dalla Corte costituzionale, ma non è ammessa da gran parte dei partiti. Però la politica ha sempre in tasca un piano B e anche stavolta la soluzione più conveniente l’avrebbe a trovata. Niente di irregolare, si badi bene: basterà applicare in Sardegna una leggina del Consiglio regionale della Lombardia. Conosciuta come legge Maroni, dal nome dell’allora governatore lombardo, è quella che mette al sicuro il seggio nel caso in cui un consigliere dovesse ricoprire incarichi di governo.

Siccome il centrodestra, che ha vinto le elezioni, ci sta pensando, va spiegata. Se un consigliere dovesse essere nominato assessore, non perderebbe il seggio nonostante l’ingresso in aula del primo dei non eletti della lista. Questo perché nel caso in cui la delega in Giunta gli dovesse essere ritirata dal presidente della Regione, lo stesso consigliere, ormai ex assessore, potrà rientrare in aula e a quel punto ad uscire sarà il primo dei non eletti. Per farla ancora più semplice, quel seggio sarà rimarrà di fatto in condominio, ma senza maggiori costi: il consigliere-assessore riceverà solo l’indennità per l’incarico in Giunta. Conclusa la spiegazione tecnica, l’idea di applicare la leggina anche in Sardegna potrebbe risolvere un bel po’ di problemi al centrodestra ancora incerto su come formare il governo Solinas.

Benefici. Prima di tutto, con 36 consiglieri, la maggioranza ha i numeri per approvare la leggina. Secondo: i possibili ripescati, cioè quelli non eletti domenica, potrebbero essere molti se, come pare, sarebbero almeno quattro o cinque i consiglieri del centrodestra destinati a far parte della Giunta. Terzo: nessun eletto rinuncerebbe all’assessorato per paura di perdere il seggio visto che comunque è garantito dalla clausola di salvaguardia. Dunque, è molto probabile che la leggina sia una delle prime a essere approvate all’inizio della XVI legislatura.

Girandola. Sulla giunta Solinas non c’è ancora nulla di ufficiale. Tutti i partiti della coalizione sono d’accordo su quanto sostenuto da Lega e Forza Italia in questi primi giorni dopo le Regionali: «Fino a quando non ci saranno i risultati definitivi, non ci riuniremo». E per la proclamazione degli eletti, come si sa, ci vorranno almeno altre due settimane e quindi il primo Consiglio dovrebbe essere convocato ad aprile. Nell’attesa le indiscrezioni sui possibili assessori s’inseguono incontrollate. La Lega continuerebbe a puntare soprattutto sulla sanità, con Annalisa Mele, eletta, e sul lavoro con Luca Erba, non eletto ad Oristano. Poi avrebbe prenotato gli affari generali nel caso in cui l’ogliastrino Giorgio Todde non riuscisse a entrare in Consiglio.

Il Psd’Az ha dichiarato da tempo che il neo eletto Gianni Chessa è la prima scelta per i lavori pubblici. Mentre se il secondo assessorato fosse la cultura, i papabili sarebbero diversi, con in testa il presidente del partito Antonio Moro, che non è stato eletto nel collegio di Sassari. Oppure se la scelta dovesse cadere sull’agricoltura allora l’assessore potrebbe essere il non eletto Efisio Arbau. Forza Italia, che avrà due assessorati, starebbe pensando ai ripescati Edoardo Tocco e Marco Tedde, che sembra destinato all’urbanistica, oppure Giuseppe Fasolino al turismo. Nell’attesa di sapere se avranno il quarto consigliere, lo porterebbero via a Forza Italia, i Riformatori hanno due chiodi fissi: la sanità, con Franco Meloni o Gian Benedetto Melis, e il bilancio, con Roberto Frongia o forse una manager.

Dentro Fdi a sfogliare la margherita è Paolo Truzzu, che non sa ancora se entrare in Giunta, al bilancio?, o rimanere in Consiglio. Nel caso in cui il capogruppo scegliesse l’aula, Gian Luigi Rubiu e Gianni Lampis sarebbero i papabili per turismo o bilancio. Anche l’Udc è in bilico fra la presidenza del Consiglio, che andrebbe a Giorgio Oppi, e l’ambiente o i trasporti con il neo consigliere Andrea Biancareddu. Il fondatore di Sardegna 20Venti, Stefano Tunis, sarebbe pronto a lasciare l’assessorato che gli spetterebbe al

sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci: ambiente o industria. Infine, l’accoppiata Sardegna civica-Fortza Paris. Potrebbe aver cambiato obiettivo: dal turismo, con Franco Cuccureddu, agli affari generali per un tecnico scelto dall’unico partito indipendentista del centrodestra, Fortza Paris.

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