Alberghi, bar e ristoranti in crescita quasi ovunque in Sardegna

Il record a Cagliari, il centro storico di Sassari fa registrare un calo dal 2016. Più strutture a Nuoro, Olbia, Oristano e nel Sulcis, meno a Lanusei

SASSARI. Ricettività e ristorazione in crescita in (quasi) tutta la Sardegna, come è normale per una regione che punta molte delle sue carte sul turismo. Più alberghi, bar e ristoranti nell’isola, a dirlo è l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulla demografia d’impresa nelle città italiane. È stato realizzato con il contributo delle Camere di commercio e ha analizzato 120 Comuni, di cui 110 capoluoghi di provincia e 10 comuni non capoluoghi più popolosi con la distinzione tra centri storici e non storici. L’analisi ha riguardato 13 categorie, tra le quali anche i servizi di alloggio e dei servizi di ristorazione.

Ebbene, è emerso che il numero è cresciuto soprattutto a Cagliari, dato che nel 2016 se ne contavano 473 nel centro storico, 767 nel resto del Comune, mentre nel 2018 se ne sono contati rispettivamente 529 (+49) e 829 (+62). Il paragone con la “città vecchia” del secondo centro della Sardegna è impietoso: si segnala infatti una lieve decrescita nel centro storico di Sassari dove gli alberghi, bar e ristoranti nel 2016 erano 221, nel 2018 sono scesi a 214; sono invece cresciute le attività nel resto del territorio comunale visto che nel 2016 erano 494, mentre nel 2018 si è passati a 521.

Quello del centro storico sassarese è l’unico dato in discesa insieme a quello di Lanusei, dove è diminuito di due unità il numero di esercizi nel centro storico in due anni, da 37 nel 2016 si è passati a 35 nel 2018; crescita di solo due unità invece nel resto del Comune ogliastrino dove da 0 alberghi, bar e ristoranti nel 2016 si è passati a 2 nel 2018.

Il segno più caratterizza il resto dei principali centri isolani. A Nuoro nel 2016 gli esercizi legati agli alberghi, bar e ristoranti erano 157 nel centro storico, nel 2018 erano 170, nel resto del territorio si è passati da 82 unità a 89. Crescita anche a Olbia, dove si è passati da 375 attività nel centro storico nel 2016 alle 403 del 2018. Nel resto del territorio nel 2016 se ne contavano 216, fino all’anno scorso 231. Dati positivi anche a Oristano, dove fino al 2016 nel centro storico si contavano 206 alberghi, bar e ristoranti, nel 2018 erano 231. Nel resto del territorio si è passati da 30 a 33.

Lieve crescita anche nel Sulcis Iglesiente, area di crisi: a Carbonia si è passati da 91 unità nel 2016 nel centro storico a 97 nel 2018, da 28 a 31 nel resto del territorio. Piccolo balzo anche nel centro storico di Iglesias, nel 2016 gli alberghi, bar e ristoranti erano 109, nel 2018 113, rimane invariato invece il numero delle attività nel resto del comune.

«La specificità del tessuto insediativo italiano – dice – Alberto Bertolotti, presidente di Confcommercio Sardegna, – caratterizzato da poche grandi città e da una molteplicità di città medie e piccole, con centri storici dal patrimonio storico-artistico ineguagliabile, rappresenta un unicum da cui partire per disegnare un futuro di trasformazione per il nostro Paese, rafforzare le economie urbane e contrastare la desertificazione commerciale. La conservazione degli usi dei centri storici e il contrasto alla riduzione del commercio al dettaglio in sede fissa

e dei servizi passano anche per la capacità delle singole imprese di dotarsi di nuovi strumenti e competenze, accrescendo la necessaria integrazione tra mondo fisico e digitale per il rilancio dell'economia del Paese e la realizzazione di città smart in cui vivere meglio». (a.palm.)

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community