Metano, la Cgil all’attacco: pronti alla mobilitazione

La Filctem contro il governo: a rischio la stabilità della rete elettrica nell’isola Il segretario Garau a Solinas: subito dopo l’insediamento convochi le parti sociali

SASSARI. Il futuro energetico dell’isola è sempre più nebuloso. Il governo nazionale tarda a prendere una posizione, vista la forte contrarietà del Movimento 5 stelle alla Dorsale sarda del metano, con la Lega che invece, anche per bocca dello stesso Salvini, si è detta sempre a favore. Ma a non dare certezze è anche il futuro governo regionale, perché se Francesco Pigliaru aveva sposato in pieno la causa della metanizzazione, il suo successore Christian Solinas ha sempre mostrato forti dubbi sulla realizzazione della grande opera a cui il governo Renzi aveva destinato un miliardo e 500 milioni di euro. Di fronte a questa situazione di stallo la Filctem Cgil ha deciso di lanciare una sorta di ultimatum. «Non è escluso che si arrivi a una vera e propria mobilitazione, con tempi e modi da stabilire se da parte del nuovo governo regionale e di quello nazionale non si avrà una schiarita sulle incognite del sistema energetico sardo», si legge nel documento stilato dalla Filctem Cgil regionale che ha riunito a Tramatza i delegati del settore e i vertici nazionali. Un documento che traccia il quadro della situazione e annuncia sin da ora l’avvio di iniziative che potrebbero coinvolgere i lavoratori di tutti settori industriali. In attesa che venga varata la nuova giunta Solinas con cui iniziare un confronto sul tema, la Filctem esprime preoccupazione per i contenuti del Piano nazionale integrato energia e ambiente.

«Vengono messi in discussione gli obiettivi sulla metanizzazione della Sardegna già definiti nella Strategia nazionale e nel Piano energetico regionale – afferma il segretario regionale Francesco Garau –. In gioco ci sono non solo i costi dell’energia per le imprese e per cittadini ma la stessa stabilità della rete elettrica, che non beneficia della continuità con quella nazionale e verrebbe seriamente compromessa se non si potesse disporre del metano come fonte di transizione indispensabile a dar corso alla decarbonizzazione».

«Per lo stesso funzionamento delle fonti energetiche rinnovabili, estremamente variabili e discontinue, sulle quali la Sardegna ha già investito e speso importanti porzioni di suolo – aggiunge – è necessaria la presenza di una rete stabile, possibile solo con le centrali tradizionali, termoelettriche o idroelettriche, e con importanti investimenti per il potenziamento della rete di trasmissione e distribuzione. Da qui la necessità di realizzare in tempi rapidi le infrastrutture - il piano di metanizzazione compresa la dorsale di distribuzione - indispensabili ai processi produttivi attuali e futuri, dalla grande industria per arrivare alle più piccole aziende dell'agroindustria». La Filctem Cgil ritiene «inaccettabile questa fase di stallo e incertezza su scelte strategiche che hanno invece necessità di essere confermate con fermezza, per il rilancio di importanti realtà produttive in bilico e per incentivare
nuovi investimenti. Il nostro appello va al senso di responsabilità della politica nazionale e regionale, in particolare alla nuova maggioranza di governo, alla quale si chiede di affrontare la questione convocando il prima possibile le parti sociali». (al.pi.)



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