ogliastra sotto choc 

Villagrande, la reazione del sindaco: «Non giudico, mi dispiace per i figli»

VILLAGRANDE STRISAILI. L’Ogliastra è la culla di una spregiudicata organizzazione criminale responsabile di assalti ai portavalori e rapine. Almeno secondo la sentenza che ha condannato a trent’anni...

VILLAGRANDE STRISAILI. L’Ogliastra è la culla di una spregiudicata organizzazione criminale responsabile di assalti ai portavalori e rapine. Almeno secondo la sentenza che ha condannato a trent’anni di reclusione l’ex vicesindaco di Villagrande Strisaili, Giovanni Olianas, e il suo braccio destro, il talanese Luca Arzu. In questo territorio ha mosso i primi passi una banda che, stando a quanto stabilito dai giudici del Tribunale di Lanusei, aveva la base in Ogliastra ma le sue ramificazioni raggiungevano tutta la Sardegna. La notizia del verdetto si è diffusa velocemente a Villagrande Strisaili. Il sindaco Giuseppe Loi, dall’inizio del suo secondo mandato alla guida dell’amministrazione comunale ha avuto tra i suoi più stretti collaboratori proprio Giovanni Olianas il quale, precedentemente, aveva ricoperto anche il ruolo di consigliere provinciale tra le fila di Forza Italia. E ora se lo ritrova, tra lo sconcerto e l’amarezza, condannato a 30 anni di reclusione e giudicato come la mente di un gruppo criminale: «Le sentenze – ha detto Loi a pochi minuti dalla lettura del dispositivo –, a maggior ragione quelle che giungono alla fine di un processo così lungo e delicato, non si commentano: si rispettano. Posso dire che mi dispiace tantissimo per suoi figli. Il mio pensiero, in questo momento è rivolto a loro». Assieme a Giovanni Olianas è stata condannata anche sua moglie, Silvana Conti, originaria di Ilbono che sconterà quattro anni di reclusione. Un ruolo importante all’interno dell’organizzazione lo hanno recitato i due talanesi Luca Arzu e suo cugino Sergio. Anche il primo cittadino di Talana, Franco Tegas, non parla della decisione dei giudici: «Non spetta a me giudicare la sentenza – dice –. Tuttavia mi auguro che riescano a dimostrare la loro estraneità ai fatti nei prossimi gradi di giudizio. Ripongo, come sempre, la massima fiducia dell’operato della magistratura». Ogliastrini sono anche gli unici due imputati assolti. Si tratta di Rossano Murru di Tertenia, difeso dall’avvocato Fabrizio Demurtas, accusato di una tentata rapina a Voghera (per lui il pubblico ministero aveva chiesto 4 anni e 6 mesi) assolto con formula piena, e della compagna di Luca Arzu, Tania Serra difesa da Giorgio Murino. In Ogliastra, infine, si sarebbe dovuto celebrare il procedimento che da Lanusei è passato per Bancali ed è poi approdato a Cagliari. Il trasferimento del processo alla banda dei portavalori, uno dei più importanti degli ultimi anni per il numero degli imputati e per la gravità dei reati contestati, è stato motivato da esigenze legate alla sicurezza. Numerose ma tutte vane sono state le prese di posizione da parte dei difensori (e del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Lanusei che si sono persino astenuti dalle udienze in segno di protesta) per scongiurare il trasferimento del processo. La soluzione “Bancali”, con un bunker realizzato all'interno del moderno penitenziario sassarese, ha fatto “tabula rasa” di tutte
le questioni relative alla sicurezza messe in campo dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dalla Procura generale. C’ è stato poi il passaggio successivo a Cagliari nell'aula della Corte d'Assise, scelta per ragioni di spazio. E qui ieri pomeriggio è arrivata la sentenza.

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